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“Sottrarre a una comunità di cittadini e operatori un bene a forte impatto sociale come quello sanitario, senza alcuna contropartita, determina sicuramente un modo legittimo di protesta, di risentimento, oltre che di preoccupazione per la stessa incolumità di chi quel servizio intendeva usufruire. Per queste ragioni esprimiamo solidarieta’ e comprensione nei confronti di chi, in questi giorni, contesta la chiusura di alcuni punti nascita in Sicilia. La politica ha però il dovere di dare risposte comprensibili e non scaricare le proprie responsabilita’ su altri o sulla ineluttabilità degli eventi”. Lo ha scritto sul suo blog Fabrizio Ferrandelli, leader dei Coraggiosi, dimessosi dall’Ars nei mesi scorsi in polemica col Pd e con Crocetta. “La storia della rideterminazione dei punti nascita in Sicilia – aggiunge – e’ vecchia di oltre cinque anni. Il governo regionale non ha fatto nulla per scongiurare l’esito di oggi, concentrandosi esclusivamente su deroghe frutto della mediazione politica, piuttosto che avviare un’azione di messa in sicurezza del percorso nascita”. “E’ chiaro che quello dei punti nascita – conclude Ferrandelli – e’ solo un esempio di come l’attuale governo regionale dimostra la propria incapacita’ a gestire un sistema complesso come la sanita’. Oltre ai proclami non risultano ancora definiti la rete ospedaliera, le dotazioni organiche, gli atti aziendali, strumento indispensabile per una corretta programmazione. Gli ospedali rimangono ancora il punto di riferimento per i cittadini, e l’integrazione ospedale territorio solo un auspicio. Le carenze di organico e la diffusa precarieta’ degli operatori non aiuta a migliorare la qualita’ delle prestazioni che in tanti casi vengono addirittura negate. Insomma, inutile sperare anche nel 2016 che questo governo faccia qualcosa di buono per i siciliani. Tocchera’ al prossimo governo occuparsi davvero della salute dei siciliani. Tocchera’ ai coraggiosi”.