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A un mese esatto dal delitto verrà ricordato con una messa il marmista cattolicese Giuseppe Miceli, 67 anni, single, ucciso il 7 dicembre scorso; mentre proseguono senza sosta le indagini finalizzate ad individuare l’assassino o gli assassini.

Una messa in suffragio dell’uomo, conosciuto e apprezzato da tutti in paese come un grande lavoratore, sarà celebrata giovedì 7 gennaio alle ore 17 nella chiesa del Purgatorio in piazza Roma. “I familiari, con immutato dolore, lo ricordano a parenti, amici e a quanti lo stimarono per la sua bontà e per la sua arte nella lavorazione del marmo, sentendolo sempre vicino”, si legge nei manifesti funebri affissi in paese per il trigesimo della morte del marmista barbaramente ucciso.

I carabinieri di Cattolica Eraclea, diretti da maresciallo Liborio Riggi, dopo aver effettuato diverse perquisizioni, continuano ancora in questi giorni a sentire diverse persone e a incrociare dati e testimonianze nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore di Agrigento Silvia Baldi. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita dell’artigiano, che aveva la “passione” del Lotto e del calcioscommesse, fino all’omicidio; stanno cercando di capire se qualcuno sa qualcosa. Tra i vicini di casa – fra via Crispi e la centralissima via Oreto – nessuno ha visto o sentito nulla la sera del 7 dicembre mentre Miceli veniva ucciso brutalmente, con molta probabilità intorno alle 22. Solo un’auto che sfrecciava in controsenso in via Oreto su cui sono in corso accertamenti.

Dagli esiti dell’autopsia è emerso che l’uomo è stato colpito mortalmente nel suo ufficio adiacente al laboratorio in via Crispi con due violente botte alla nuca inferte con un pezzo di granito. Ma altri colpi, con altri oggetti contundenti, hanno provocato ulteriori ferite sul corpo dell’uomo mentre era agonizzante. Diversi i reperti sequestrati, così come le impronte digitali e le tracce di sangue rilevate dai carabinieri della sezione scientifica di Agrigento sul luogo del delitto. Si resta adesso in attesa degli esiti degli esami scientifici del Ris di Messina, delle comparazioni, degli incroci con i dati tecnici che potrebbero determinare una svolta nell’inchiesta. Non c’è ancora nessuno iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Agrigento.

Le indagini sul caso proseguono nel massimo riserbo, ma si sta lavorando intensamente. Sul movente del delitto, oltre alla pista della rapina finita in tragedia o quella dell’omicidio preterintenzionale al culmine di una possibile lite per questioni di debiti legati al Lotto o al calcioscommesse, altre ipotesi sarebbero ancora al vaglio degli inquirenti.

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