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Ancora una volta il sindaco di Siculiana, Leonardo Lauricella, torna a parlare delle criticità connesse all’utilizzo della discarica dei rifiuti solidi urbani sita in contrada Matarana. Lo fa diffidando, spiega in un nota, il Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti, l’ex Provincia di Agrigento, l’ARPA e l’A.S.P. di Agrigento, a non superare il limite di ottocento T.te/gg, pena l’adozione di conseguenti iniziative, presso le sedi competenti, a tutela della salute pubblica, dell’igiene e della salvaguardia del territorio.

“Non si riesce a comprendere – dichiara Lauricella- perché l’impianto di Bellolampo non viene messo nelle condizioni di ricevere tempestivamente i rifiuti prodotti dalla provincia di Palermo. In un paese normale, in una situazione di emergenza, che è bene evidenziare dura da diversi anni, i lavori di cui necessita il predetto impianto dovrebbero essere eseguiti in tempi brevissimi e mediante procedure accelerate. Invece, da più mesi, i Comuni della provincia di Palermo sono costretti a percorrere oltre centoventi chilometri per raggiungere l’impianto di Siculiana, quando potrebbero, con un notevole risparmio sui costi di trasporto, conferire nella più vicina discarica di Bellolampo, cosi come anche sostenuto dal Sindaco del Comune di Partinico in un comunicato stampa del dicembre scorso”.

“Come del resto, con celerità ma sempre nel rispetto delle regole – continua Lauricella- dovrebbero trovare compimento le procedure amministrative volte a far si che gli impianti di compostaggio, strutture alternative alle vecchie discariche, entrassero subito in funzione. É indubbio, – conclude Lauricella – che quanto sopra rappresentato determina, altresì, un aumento dei costi del servizio che va ad incidere sul bilancio delle famiglie. Infatti, l’elevato numero dei autocompattatori all’ingresso della discarica di Siculiana, determina un allungamento dei turni di raccolta e smaltimento dei rifiuti con la conseguenza che, oltre al disservizio, alla ditta e agli operai che gestiscono il servizio verranno erogati compensi economici straordinari, che comunque, “gira, vota e firria”,dovranno pagare i cittadini. E tutto ciò non è più tollerabile”.