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A superare il reddito annuo di 100.000 euro tra gli agrigentini a Palazzo dei Normanni è rimasto solo l’ex presidente della provincia di Agrigento Enzo Fontana, di Area Popolare (Ncd-Udc), che nel 2015, per l’anno d’imposta 2014, ha denunciato un reddito complessivo di oltre 161.082 euro confermandosi il più ricco. Gli altri agrigentini deputati all’Ars, invece, dopo i tagli agli stipendi parlamentari nell’ambito della spending review, scendono tutti sotto i 100.000 euro, ma certo non se la passano male.

fontanaAl secondo posto della classifica degli agrigentini più ricchi dell’Ars c’è Roberto Di Mauro, capogruppo Mpa-Pds, di Agrigento, che ha dichiarato al fisco 83.498 euro. “Medaglia di bronzo”, invece, per Michele Cimino, di Porto Empedocle, leader di Sicilia Futura, con 81.864 euro di reddito. A seguire c’è l’unica donna tra gli agrigentini a Sala d’Ercole, Margherita La Rocca Ruvolo (Udc), di Montevago, con un reddito di 80.300 euro.

Al quinto posto si piazza Matteo Mangiacavallo, del Movimento 5 stelle, di Sciacca, con oltre 68.423 euro di reddito imponibile. Seguono Giovanni Panepinto, di Bivona, del Partito democratico, con oltre 65.215 euro di reddito, poi Salvatore Cascio, di Lucca Sicula, del gruppo parlamentare Sicilia Futura, con quasi 61.864 euro. Infine, Gaetano Cani (Udc), di Canicattì, che con 32.889 euro di reddito risulta il più “povero”, ma in questa dichiarazione non è ancora calcolato lo stipendio da parlamentare, visto che si è insediato da qualche mese dopo le dimissioni del sindaco di Agrigento Lillo Firetto il quale l’anno scorso dichiarò al fisco un reddito di 149.906 euro. Nessuna variazione della situazione patrimoniale è intervenuta in rapporto all’ultima dichiarazione presentata dai deputati agrigentini all’Ars.

margheritalaroccaruvoloRedditi comunque decisamente inferiori rispetto a quelli dichiarati l’anno scorso, quando tutti superavano la cifra dei 100.000 euro. Questi sono gli effetti dei tagli agli “onorevoli stipendi”. Tagli frutto della spending review targata Mario Monti, che in Sicilia è stata recepita nel dicembre 2013 dopo un lungo lavoro coordinato dal presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone. Un deputato adesso guadagna 11.100 euro lordi al mese (quasi 8.300 netti) a fronte dei vecchi 11.780 netti. Sono stati eliminati vari bonus extra mentre solo per i presidenti di commissione, dello stesso Parlamento e della Regione è previsto un gettone lordo di 2.700 euro che comunque prima valeva quasi il doppio. Ma ai deputati restano comunque 4.500 euro netti all’anno di “diaria” che non vengono calcolati nella dichiarazione dei redditi.

gaetano-caniQuesti i guadagni, ma quale il loro impegno in aula, nelle commissioni, sul territorio? Tra i più “produttivi”, in termini numerici, per disegni di legge presentati come primo firmatario – ma senza considerare mozioni, interrogazioni e interpellanze – risultano Giovanni Panepinto, con 13 ddl, e Vincenzo Fontana (9 ddl). Poi seguono Michele Cimino con sei ddl presentati a sua firma; Roberto Di Mauro (5); Margherita La Rocca Ruvolo (5), Matteo Mangiacavallo (4) e infine Salvatore Cascio che ha presentato solo un disegno di legge. Nessun atto è stato ancora presentato, secondo i dati del sito www.ars.it, dal deputato Gaetano Cani.