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Travolto da un’auto e lasciato sul ciglio di strada ha riportato qualche escoriazione, nulla di grave ma Pepe, “maschietto di appena due mesi”, ha bisogno urgentemente di una famiglia. Anche per Max si cerca qualcuno che possa prendersi cura di lui, ha un anno e mezzo ed è paralizzato. Con loro anche Talù, un cucciolo che non ce la fa più a stare in canile, “è in cerca di abbracci, baci e coccole”. Già una ventina i cani abbandonati in questi primi giorni del 2016 ad Agrigento e “salvati” dai volontari dell’associazione animalista Aronne. Adesso si spera in nuove adozioni da parte di famiglie del nord Italia o della Francia, da dove ultimamente arrivano sempre più richieste, in particolare dalla Costa Azzurra.

“Ormai per noi – racconta Jessica Vecchio (nella foto), tra le volontarie di Aronne – non è una novità trovare cuccioli nel cassonetto da allattare, riceviamo quotidianamente svariate telefonate. Ci siamo impegnati molto con le adozioni a dicembre: ogni settimana partenze fino a giorno 28. Sono partiti più di 20 cani e in una settimana ma li abbiamo già rimpiazzati. Il 2016 non comincia bene. Hanno buttato dentro i recinti anche altri quattro cuccioli, abbiamo raccolto per strada cinque cani tra adulti di piccola taglia e cuccioli abbandonati. La sera 5 gennaio, dopo la nostra cena per la raccolta dei fondi, hanno investito un cucciolo in viale dei giardini e il 7 gennaio al funerale del papà di una volontaria è entrato in chiesa una cucciola che avevano abbandonato al villaggio. Ci hanno investito un cane che è rimasto paralizzato – ha spiegato – ed ora ha il carrellino. Ritengo di vivere in una città in cui nonostante gli abitanti siano ormai più istruiti, in molti rimangono – è lo sfogo – ignoranti cattivi nei confronti degli animali! Noi – ha aggiunto Jessica Vecchio – ci stiamo stancando o meglio non abbiamo più forze fisiche ed economiche. Forse le istituzioni – ha concluso – si accorgeranno del problema del randagismo quando Aronne morirà?”.

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