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Come si sono comportati i parlamentari agrigentini durante i “voti chiave” in aula a Montecitorio e a Palazzo Madama? Hanno assunto posizioni in linea al gruppo parlamentare di appartenenza o si sono ribellati assumendo posizioni diverse durante le votazioni considerate più importanti della legislatura sia per la rilevanza della materia trattata sia per il valore politico del voto? Ecco alcuni dati curiosi che emergono dal report di OpenPolis che sulla piattaforma online “openparlamento” monitora quotidianamente l’attività di tutti i parlamentari.
La più fedele al gruppo parlamentare di appartenenza risulta la deputata del Pd Maria Iacono, solo 22 i suoi voti ribelli su 14559 votazioni elettroniche. Grosso modo lo stesso, nel Partito democratico, anche Tonino Moscatt, che risulta non allineato al gruppo solo in 27 votazioni, mentre sono 80 i voti ribelli di Giuseppe Lauricella.

capodicasa pdDi segno opposto Angelo Capodicasa, tra i più ribelli dei parlamentari dem agrigentini con 324 voti in dissonanza dal gruppo anche su alcuni “voti chiave” e, recentemente, su diversi emendamenti alla legge di Stabilità 2016.
Un parlamentare è considerato “ribelle” quando esprime un voto diverso da quello del gruppo parlamentare a cui appartiene, si tratta di un indicatore puramente quantitativo del grado di ribellione alla “disciplina” del gruppo.
Ecco, per esempio, alcune differenze sui “voti chiave” tra Capodicasa e Moscatt: sul Jobs act assente il primo, in aula per esprimere voto favorevole il secondo; lo stesso sul decreto di riforma della Pubblica amministrazione e sul ddl Buona Scuola. Questi solo alcuni esempi in casa del Pd di Renzi, dove le divisioni a livello nazionale tra renziani e minoranza del partito si riflettono anche a livello locale. Tra gli agrigentini in maggioranza c’è comunque sintonia. Per fare un altro esempio, Nino Bosco di Ap (Ndc-Udc), che ha votato 203 volte diversamente dal proprio gruppo parlamentare, e Geà Schirò Planeta (passata da Scelta civica al Pd, voti ribelli 114) hanno espresso lo stesso voto 7908 volte (96.1%) nelle 8233 votazioni in cui sono stati entrambi presenti.

galloeboscoTra gli agrigentini in Parlamento il meno fedele al gruppo di appartenenza anche nelle questioni decisive, e dunque il più ribelle, Riccardo Gallo Afflitto che per 494 volte ha votato in dissenso da Forza Italia. Curioso il dato che si registra al Senato sulle votazioni dei due senatori agrigentini. Pur essendo uno di maggioranza e l’altro dell’opposizione, Giuseppe Marinello (voti ribelli 212) del Nuovo centrodestra e Giuseppe Ruvolo (voti ribelli 419) di Forza Italia hanno espresso lo stesso voto 4756 volte (81.3%) nelle 5849 votazioni in cui sono stati entrambi presenti. Sarà lo spirito di campanilismo ad unire i parlamentari agrigentini a Roma?