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Ha riabbracciato oggi la sua città, nella sua “prima uscita pubblica” nell’Agrigentino, l’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro, tornato in libertà nelle scorse settimane dopo aver scontato nel carcere di Rebibbia la condanna per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento alla mafia nell’ambito dell’inchiesta sulla “talpe” alla Dda di Palermo. L’ex senatore dell’Udc – tornato a Raffadali subito dopo la liberazione per rivedere l’anziana madre e poi per trascorrere il Capodanno in famiglia – ha partecipato oggi alla presentazione del libro “Cuffaro tutta un’altra storia.

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La verità sul processo al presidente dei siciliani”, scritto dal giornalista Simone Nastasi e pubblicato da Bonfirraro Editore, già presentato ieri a Palermo e a Catania dove Cuffaro è stato accolto da una “standing ovation” così come oggi a Raffdali.Totò Cuffaro è veramente colpevole di aver favorito la mafia? E, soprattutto, qual è la verità sul processo dell’ex presidente della Regione? Il libro di Nastasi muove da questi interrogativi, indaga tra migliaia di carte processuali e si pone domande a tutto campo senza pregiudizi, non accontentandosi della sentenza emessa dalla Cassazione.

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Sono intervenuti oggi all’incontro al metabirrificio di Raffadali il fratello e sindaco Silvio Cuffaro che insieme all’editore Salvo Bonfirraro, agli avvocati Enrico Quattrocchi e Giuseppe Scozzari, l’ex sindaco di Ribera, Salvatore Gullo e l’autore, Simone Nastasi, ha illustrato, dal suo punto di vista, l’intera vicenda. I lavori sono stati moderati dalla preside Agata Gueli.
“La lettura del libro – ha detto Scozzari – è uno spaccato del processo e consolida in me una paura devastante: è la stessa paura che assale noi giuristi, perché sappiamo come ‘mal’ funziona la macchina della giustizia, quando immaginiamo di finire nelle maglie della giustizia. Ossia quella paura che in uno Stato garantista e democratico non dovrebbe esistere, quella di essere arrestato e condannato senza sapere e capire perché. Anche per questa ragione – oltre che per il profondo, disinteressato ed antico rapporto che mi lega a Totò Cuffaro – ho deciso di presentare ‘Tutta un’altra storia'”.

BAGNO DI FOLLA PER CUFFARO. “Un bagno di folla dal sapore antico – ha detto oggi visibilmente emozionato Totò Cuffaro – perché c’è lo stesso affetto, la stessa generosità, lo stesso amore di prima ma che oggi ha un significato diverso. Perché se prima qualcuno poteva pensare che quei bagni di folla fossero dati all’uomo di potere, io credo che qui oggi il bagno di folla sia per l’affetto nei confronti della persona. Non c’è più gente, come qualcuno prima poteva pensare, che viene a chiedere prebende. Qui ci sono persone che vengono a donarmi il loro sentimento e il loro affetto. Per me questo bagno di folla  – ha sottolineato – ha di gran lunga un significato maggiore, più bello e più profondo di quelli che ricevevo quand’ero presidente della Regione”. Cuffaro, che tra qualche mese andrà in Burundi insieme alla moglie come volontario in un ospedale, ha ribadito che è ormai fuori dalla politica attiva ma che intende battersi per i diritti dei detenuti. “Vittima dei suoi errori ma anche di questo stravolgimento del sistema giudiziario – ha detto l’avvocato Enrico Quattrocchi – Cuffaro ha dato una lezione come uomo delle istituzioni, non solo per la pazienza e la forza d’animo, ma soprattutto per l’equilibrio con cui ha saputo sopportare cinque anni di carcere e con la compostezza con la quale ha reagito. La condanna su Cuffaro c’è e rimane, ma la riabilitazione morale nei suoi confronti l’ha già ampiamente pronunciata l’opinione pubblica”.

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