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Bagno di folla e applausi a scena aperta ieri a Raffadali per l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, scarcerato nelle scorse settimane dopo aver scontato a Rebibbia la condanna per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento alla mafia nell’ambito del processo alle “talpe” della Dda di Palermo. L’occasione è stata la presentazione del libro “Cuffaro tutta un’altra storia. La verità sul processo al presidente dei siciliani”, scritto dal giornalista Simone Nastasi e pubblicato da Bonfirraro Editore. A riabbracciare Totò Cuffaro ieri sono arrivate persone da tutta la provincia, amici dell’ex governatore, molti i politici locali di diversi centri dell’Agrigentino, commosso l’abbraccio del deputato di Forza Italia Riccardo Gallo. Secondo l’autore del libro molti sarebbero ancora gli interrogativi che affiorano dagli atti processuali sul “primo condannato della storia politica italiana a scontare in carcere una pena così lunga, con un’accusa – ha detto Nastasi – che Cuffaro ancora oggi continua a non voler accettare ripetendo ‘la mafia fa schifo’ e ‘la mafia, l’ho sempre combattuta’. Anche nel suo caso valga la domanda: la verità giudiziaria e quella storica possono coincidere? I fatti sono andati davvero in questo modo?”. Oltre all’autore e all’editore, sono intervenuti all’incontro al metabirrificio di Raffadali, moderato dalla preside Agata Gueli, gli avvocati Enrico Quattrocchi, Giuseppe Scozzari e Stefano Gullo, il fratello dell’ex senatore Udc e sindaco Silvio Cuffaro. “Un bagno di folla dal sapore antico – ha detto ieri visibilmente emozionato Totò Cuffaro – perché c’è lo stesso affetto, la stessa generosità, lo stesso amore di prima ma che oggi ha un significato diverso. Perché se prima qualcuno poteva pensare che quei bagni di folla fossero dati all’uomo di potere, io credo che qui oggi il bagno di folla sia per l’affetto nei confronti della persona. Non c’è più gente, come qualcuno prima poteva pensare, che viene a chiedere prebende. Qui ci sono persone che vengono a donarmi il loro sentimento e il loro affetto. Per me questo bagno di folla  – ha sottolineato – ha di gran lunga un significato maggiore, più bello e più profondo di quelli che ricevevo quand’ero presidente della Regione”. Cuffaro, che tra qualche mese andrà in Burundi insieme alla moglie come volontario in un ospedale, ha ribadito che è ormai fuori dalla politica attiva ma che intende battersi per i diritti dei detenuti. “Vittima dei suoi errori ma anche di questo stravolgimento del sistema giudiziario – ha detto l’avvocato Enrico Quattrocchi – Cuffaro ha dato una lezione come uomo delle istituzioni, non solo per la pazienza e la forza d’animo, ma soprattutto per l’equilibrio con cui ha saputo sopportare cinque anni di carcere e con la compostezza con la quale ha reagito. La condanna su Cuffaro c’è e rimane, ma la riabilitazione morale nei suoi confronti l’ha già ampiamente pronunciata l’opinione pubblica”.

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