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“Intitolare una via o una piazza della città capoluogo al professor Raimondo Borsellino, personaggio illustre di Agrigento”. La proposta di ricordare con l’intestazione di una via il politico e medico originatio di Cattolica Eraclea arriva dal Vice Capogruppo all’Ars del Nuovo Centro Destra, Vincenzo Fontana, il quale ha indirizzato formale richiesta al Sindaco, Lillo Firetto, e alla Commissione Consiliare Toponomastica di Palazzo dei Giganti. “Si tratta di una figura di spicco per il nostro territorio, che ha attraversato le fasi più delicate del 900 – ricorda l’onorevole Fontana – fu un brillante chirurgo, per quanto riguarda la sfera professionale, così come diede un importante contributo da esponente politico: venne eletto alle elezioni della Costituente nel 46 e riconfermato al Parlamento per ben due volte consecutive con un consenso sempre più radicato nelle file della Democrazia Cristiana. E fu proprio a Roma, nel 1948 – sottolinea Fontana – che, nelle vesti di valente chirurgo, riuscì a soccorrere prontamente l’On. Palmiro Togliatti, vittima di un attentato, riuscendo a salvargli la vita. E un altro suo tempestivo e delicato intervento, ma questa volta ad Agrigento, in quel periodo dirigeva l’ospedale “San Giovanni di Dio” dopo il bombardamento anglo-americano, strappò alla morte il Vescovo Monsignor Giovan Battista Peruzzo, anche lui destinatario di un agguato. Un’operazione chirurgica che all’epoca fece clamore, essendo la prima del genere in Sicilia. Lo spessore professionale, le qualità e le competenze di Raimondo Borsellino si intuirono subito, sul nascere: all’età di 29 anni divenne, infatti, primario dell’ospedale di Sulmona e poi qualche anno dopo, rientrato nella propria terra per desiderio del padre, di quello di Sciacca, dove, nonostante le condizioni di degrado della struttura, riuscì a far emergere le sue spiccate capacità di sapere lavorare in qualsiasi condizione. La vita del professor Borsellino fu all’insegna dell’impegno civico, politico e sociale sempre al servizio degli altri, dei più bisognosi e dei suoi cari concittadini, contribuendo, con la sua opera di esperto chirurgo e di persona impegnata nelle Istituzioni, a migliorare Agrigento. Ecco perché ritengo che questa figura illustre della nostra realtà meriti un riconoscimento pubblico – conclude Fontana – per essere opportunamente e adeguatamente ricordata, anche a beneficio delle nuove generazioni”.

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