SHARE

Sovraccarico di lavoro per il Tribunale di Agrigento a causa dei procedimenti legati all’immigrazione clandestina ma anche per i reati di violenza sessuale, in una provincia dove resta fortemente radicata la presenza della mafia e dove continuano a registrarsi numerosi reati legati alla Pubblica amministrazione. E’ quanto emerge dalla Relazione sull’amministrazione della Giustizia nel 2015 del presidente della Corte di Appello di Palermo, Gioacchino Natoli (nella foto), che ha competenza anche sui tribunali di Agrigento e Sciacca.

Mafia e carichi di lavoro. “La trattazione dell’attività giurisdizionale penale davanti ai giudici del Tribunale di Agrigento – si legge nella relazione che sarà illustrata sabato prossimo in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016 – depone per una valutazione di persistenza del fenomeno criminale mafioso, nonostante i notevoli sforzi posti in essere dalla attività delle forze dell’ordine, con particolare riferimento al significativo intervento della Polizia di Stato e dei Carabinieri e, limitatamente alla criminalità economica, da parte della Guardia di Finanza. Per quanto concerne i carichi di lavoro, si segnala che la pendenza è passata da 3.019 a 3.493 processi monocratici, mentre è rimasta sostanzialmente invariata quella dei processi collegiali, passata da 152 a 156 giudizi”.

La durata media dei processi di competenza del giudice monocratico è stata, nel 2015, di 411 giorni, a fronte dei 350 giorni nell’anno precedente. “I processi collegiali hanno avuto una durata media di 622 giorni, a fronte dei di 585 giorni nell’anno precedente. Rimane elevata l’incidenza, nei ruoli collegiali di entrambe le sezioni penali, dei procedimenti in materia di immigrazione clandestina e di violenza sessuale, anche in ambito familiare. Tutti i processi sono stati definiti in tempi compatibili con i termini di fase della custodia cautelare e quasi tutti nei limiti di ragionevolezza delineati dalla giurisprudenza della CEDU, anche tenuto conto della difficoltà e complessità di alcuni di essi e soprattutto, dell’avvicendarsi nel tempo dei collegi che li hanno trattati”.

Indagini e udienze preliminari. “Con riferimento al settore Gip/Gup, il carico di lavoro continua a registrare un incremento significativo, oltre che nel ruolo più propriamente destinato all’intervento del giudice per le indagini preliminari, anche nella definizione di procedimenti di merito con la scelta di riti alternativi. Sono aumentati i giudizi definiti con riti alternativi (rito abbreviato essenzialmente) con una notevole incidenza sull’economia dell’ufficio che ha dovuto fronteggiare numerosi procedimenti defìnitori nel merito, molti dei quali aventi una certa rilevanza sociale e mediatica, tra questi procedimenti contro esponenti della Pubblica Amministrazione, il processo nei confronti di soggetti dirigenti dell’ex Asi di Agrigento, relativo ad appalti e commesse di quell’ente, ovvero processi di omicidio aventi origine in fatti diversi dalla criminalità organizzata (vedi processo contro Gallo, Falzone, per omicidi consumati in ambito familiare). Particolarmente complesse le ordinanze di custodia cautelare emesse in procedimenti per reati contro la Pa che in taluni casi hanno fatto registrare l’interesse anche della stampa nazionale. Notevoli sono stati gli interventi in tema di repressione dell’attività illecita di favoreggiamento della immigrazione clandestina”.

Tribunale di Sciacca. Per quanto riguarda il tribunale saccense si segnala che, in sede di collegio penale, “si registra rispetto all’anno precedente un aumento della produttività (da 14 a 19 definizioni) anche se ciò non ha consentito di ridurre le pendenze, lievemente aumentate (da 49 a 52). In ordine al rendimento del collegio penale, va segnalato però che la entità della sua produzione è strettamente condizionata dalla molteplicità di incombenze promiscue ricadenti su tutti i giudici che lo compongono, compreso il presidente. In particolare, si rammenta che i giudici a latere succedutisi nell’arco di tempo in esame hanno contemporaneamente svolto, tutti, funzioni civili anche in settori nei quali si esigono provvedimenti urgenti. Ciò non ha impedito la tempestiva definizione, in sede collegiale, di tutti i processi con imputati detenuti, compresi quelli di particolare gravità nel rispetto dei termini custodiali, e la chiusura di tutti gli affari penali ultra-triennali, l’ultimo dei quali in data 7 ottobre 2015”.

Sovraffollamento carceri. Nonostante i diversi provvedimenti del Governo Renzi finalizzati alla riduzione della popolazione carceraria permane una situazione di sovraffollamento nel carcere agrigentino di contrada Petrusa. Sono 355 i detenuti presenti secondo i dati rilevati al 31 giugno 2015 a fronte di una capienza regolamentare di 276 posti detentivi. Nello stesso periodo migliore la situazione nel carcere di Sciacca: 74 detenuti a fronte di una capienza di 81 posti.