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Aumentano le procedure fallimentari e si registrano più divorzi e separazioni. E’ quanto emerge dalla Relazione sull’amministrazione della Giustizia nel 2015 del presidente della Corte d’Appello di Palermo, Gioacchino Natoli, a proposito dei giudizi in ambito civile.

Al tribunale di Agrigento la pendenza complessiva civile è rimasta sostanzialmente immutata (19.381 affari pendenti al 30 giugno 2015), mentre sono diminuiti sia gli affari iscritti (13.600 a fronte dei 16.384 del periodo precedente) sia eliminati (13.455 contro i 14.233 del periodo pregresso). La maggiore sopravvenienza, ad eccezione della materia di lavoro e previdenza, si è verificata per i procedimenti di cognizione ordinaria (1.816 nuove iscrizioni) e per le cause di famiglia (562 nuove iscrizioni). La durata media dei giudizi di cognizione ordinaria è pari a giorni 938,96 giorni, mentre per i giudizi di separazione e divorzio, rispettivamente, si rilevano giorni 341,98 e 387,88. I procedimenti pendenti da oltre un triennio ammontano al 13,7% della pendenza totale. Ha subito un incremento la pendenza delle procedure fallimentari (330 rispetto alle 321 del periodo precedente), ed analogamente si rileva un incremento significativo del numero dei procedimenti pendenti in materia di esecuzione forzata immobiliare (622 a fronte dei 585 del periodo precedente). Ha subito, di contro, un lieve decremento il carico pendente della procedure esecutive immobiliari (1.535 affari rispetto ai 1.538 del periodo precedente).

Al tribunale di Sciacca l’andamento della litigiosità in area civile non ha nel suo complesso fatto registrare importanti variazioni rispetto al passato. In particolare, nell’ambito del contenzioso ordinario, che principalmente attiene a controversie in materia di diritti reali e di situazioni possessorie, a controversie in merito a domande creditorie e a controversie relative a pretese risarcitorie da responsabilità aquiliana (incidenti stradali e altri illeciti), si registra un aumento delle sopravvenienze pari a 532 cause (compresi 25 appelli a sentenza del Giudice di Pace) a fronte delle 407sopravvenute nel periodo pregresso. Quanto alla produzione, nel periodo si registra un aumento della produttività, in quanto sono stati definiti 617 procedimenti (447 nel periodo precedente), con una pendenza che è diminuita da 1359 fascicoli a 1274. Rispetto alle 1447 cause pendenti alla data del 30 giugno 2015, 252 risultano ultratriennali costituenti in percentuale il 17% del totale delle pendenze (alla data del 25 settembre 2015). Nella gestione degli affari in materia di famiglia, il flusso di procedimenti, considerati complessivamente, presenta un trend pressoché invariato rispetto al periodo pregresso. Più precisamente, quanto agli affari concernenti le crisi matrimoniali, si registra una sopravvenienza di 162 procedimenti di separazione (di cui 67 giudiziali), a fronte dei 161 del periodo precedente. In tale ambito il numero delle definizioni delle separazioni giudiziali (69) è superiore a quello delle sopravvenienze (67), residuando solo 3 procedure ultratriennali. Quanto alle cause di divorzio, ne sono sopravvenute 91 a fronte delle 67 dell’anno scorso. Può apprezzarsi una maggior tendenza, che non in passato, alla definizione bonaria della disciplina dei rapporti fra coniugi e di quelli riguardanti la prole sia per i procedimenti di separazione che per quelli di divorzio.

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