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Avrebbe ripetutamente abusato sessualmente della nipotina un presunto pedofilo finito in manette lunedì sera. I carabinieri della locale stazione, diretti dal maresciallo Liborio Riggi, hanno sottoposto a fermo O. G., 45 anni, disoccupato originario dalla Romania da tempo domiciliato a Cattolica Eraclea, dove vive una nutrita comunità di cittadini romeni. L’uomo è gravemente indiziato di violenza sessuale ai danni di minorenne.
Secondo le accuse, avrebbe abusato di una ragazzina di 14 anni, la nipotina. Hanno collaborato con i carabinieri gli uomini della polizia municipale diretti dal comandante Pasquale Campisi. L’indagine, coordinata dalla procura della Repubblica di Agrigento, è partita da un esposto dei servizi sociali del Comune e agli atti ci sarebbe anche una denuncia da parte di una parente della piccola che adesso è stata ricoverata in un centro di accoglienza per minori e sarà assistita da un psicologo che dovrà aiutarla a superare il trauma degli abusi subiti. Pare che sia stata la quattordicenne stessa a raccontare agli assistenti sociali e ai familiari le presunte violenze sessuali subite dallo zio in diverse occasioni.
Nel giro di 48 ore l’intensa attività investigativa ha dato i suoi frutti. La “gravità degli indizi raccolti” durante l’indagine e il probabile “pericolo di fuga” dell’indagato hanno portato lunedì scorso al provvedimento di fermo di indiziato di delitto. L’uomo, fermato mentre si trovava nella sua abitazione, adesso si trova rinchiuso nel carcere agrigentino di contrada Petrusa in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip del tribunale di Agrigento. Ulteriori accertamenti investigativi sono in corso, altri parenti della ragazzina saranno molto probabilmente sentiti dagli inquirenti.
In paese non si parla d’altro, la notizia del presunto caso di pedofilia ha provocato sconcerto. Una miriade i commenti di cittadini anche su Facebook, molti gli insulti e le richieste di pene severe nei confronti dei pedofili. Tanti i genitori sconvolti e preoccupati che chiedono giustizia e dicono la loro sul social network. “Questo non deve accadere mai più, difendiamo i nostri figli”, scrive Sara S. su Facebook. “So solo che questi non sono uomini, né animali, ma bestie”, aggiunge Loredana D. ” Ma dico io – si chiede Carmela B. – sono diventati tutti pazzi?”.