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“Bene che la Ss 640 venga denominata Strada degli Scrittori. Ma mi auguro che ci si ricordi anche dei Giudici Rosario Livatino e Antonio Saetta per i quali quella strada è stato il luogo del loro sacrificio. Anche questo sarebbe un bel segnale! Ovviamente le due cose non sono né alternative né in contrapposizione”. Lo ha scritto su Facebook il segretario provinciale della Cgil di Agrigento Massimo Raso rilanciando l’appello già al centro di una petizione popolare lanciata l’estate scorsa dopo l’annuncio, da parte dell’Anas, che la strada statale 640 cambierà nome e sarà denominata ufficialmente “La Strada degli Scrittori”, in onore a quell’itinerario che ripercorre i luoghi vissuti, amati e descritti da importanti scrittori siciliani come Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Ad annunciarlo è stato il presidente e amministratore delegato dell’Anas, Gianni Vittorio Armani, nei giorni scorsi a Roma, in Campidoglio, durante la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria della città di Agrigento allo scrittore siciliano Andrea Camilleri.

“Non dimentichiamo che la Ss 640 è stata anche la strada dei giudici Livatino e Saetta che hanno dato a questa terra la loro vita”, ha sottolineato ieri sul social network Salvatore Cimino, ex direttore dell’Inail di Agrigento (trasferito a Ragusa), che l’estate scorsa ha lanciato sul web l’idea di realizzare gli “Archi Antimafia sulla Ss 640” subito condivisa dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, dal circolo agrigentino di Legambiente e da quasi settecento cittadini che hanno sottoscritto la petizione su Facebook.

“In una terra in cui talvolta si ha persino difficoltà a far rispettare le regole minimali del vivere civile appare giusto e doveroso – si legge sulla pagina Facebook denominata ‘Vogliamo gli Archi Antimafia sulla SS 640’ – rilanciare questo semplice ma efficace messaggio in ricordo di chi ha sacrificato la propria vita compiendo il proprio dovere di cittadino e di servitore dello Stato”.

A rilanciare la proposta, lo scorso 21 settembre in occasione del 25° anniversario dell’omicidio del giudice Livatino, pure il segretario nazionale di Italia dei Valori Ignazio Messina. “Lungo il vecchio tracciato della superstrada Agrigento-Caltanissetta, nelle immediate vicinanze del luogo della barbara esecuzione del giudice Livatino – aveva sottolineato Messina in una nota – furono costruite una stele e una piccola piazzetta per consentire un momento di riflessione e testimoniare il ricordo di un evento drammatico per la storia democratica di un intero Paese. Ora, nel nuovo tracciato, quasi in un’opera di rimozione collettiva, non è stata prevista nemmeno la collocazione di una targa”. Da qui la proposta di realizzare degli “archi di trionfo” che ricordino i giudici uccisi e simboleggino la “vittoria” dello Stato nei confronti della mafia. Anche l’attuale ministro dell’Interno Angelino Alfano, in un’intervista rilasciata alle tv locali quando cominciarono i lavori per il raddoppio della 640, aveva auspicato che sulla “superstrada” potessero essere adeguatamente ricordati i giudici Saetta e Livatino.