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Dipendenti comunali empedoclini in stato agitazione e verso lo sciopero per chiedere il pagamento dello stipendio del mese di gennaio, mentre sembrano a rischio licenziamento alcuni operatori ecologici. E’ il caos nell’ex “isola felice” dell’ex sindaco Lillo Firetto dove il comune, già dallo scorso luglio, non riesce più a pagare in tempo dipendenti e fornitori, a causa di una situazione a “rischio dissesto” provocata da una miriade di debiti accumulati anche per via dei mancati trasferimenti regionali e nazionali oltre che, come sostengono in molti in un clima da perenne campagna elettorale, per una “gestione allegra” della cosa pubblica.

Ieri, fermi gli impiegati comunali per l’assemblea con le segreterie della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil che nella vertenza con il Comune di Porto Empedocle, rappresentato dal commissario straordinario Margherita Rizza, chiedono il pagamento degli arretrati. Fallita la procedura per la conciliazione in prefettura, ieri in assemblea “con i lavoratori abbiamo deciso – ha spiegato Alfonso Buscemi, segretario provinciale della Fp Cgil – di provare un nuovo passaggio in prefettura. Dunque, prima di proclamare lo sciopero, abbiamo deciso di promuovere una nuova assemblea con sit-in davanti la prefettura per martedì prossimo, 16 febbraio. Chiederemo al prefetto di Agrigento Nicola Diomede, che ha sempre mostrato disponibilità e sensibilità sulle questioni del lavoro, di farsi portavoce dei lavoratori sollecitando al governo regionale il trasferimento dei fondi per onorare i debiti con il comune empedoclino in modo da poter pagare gli stipendi. Tra le risorse da poter trasferire subito il finanziamento ordinario e il contributo precari. Ad aprire a questa possibilità, e dunque per un’accelerazione dei trasferimenti, è stato nei giorni scorsi proprio l’assessore regionale all’Economia Alessandro Baccei”.

La “patata bollente” dei lavoratori empedoclini passa così nelle mani del Governo Crocetta. Se non si trova una soluzione sarà proclamato lo sciopero. Intanto, anche a Porto Empedocle così come ad Agrigento a rischio licenziamento alcuni operatori ecologici peraltro in attesa di stipendi arretrati. “Con il primo piano di riduzione del servizio e dei costi, per evitare i licenziamenti, i contratti dei trenta lavoratori sono stati trasformati in part-time. Da una recente riunione in prefettura – ha spiegato Buscemi – viene fuori la proposta del commissario straordinario di una nuova riduzione del servizio per ridurre i costi, a questo punto diversi lavoratori rischiano il licenziamento, è una situazione drammatica”.

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