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Qual è il patrimonio posseduto dai parlamentari agrigentini a Roma? E’ cambiata la loro situazione patrimoniale dall’elezione tra i banchi di Montecitorio e Palazzo Madama ad oggi? Quali le spese elettorali e i contributi ricevuti da terzi?

Il deputato del Pd Giuseppe Lauricella, avvocato, così come quando fu eletto per la prima volta in Parlamento, possiede ben sette immobili di proprietà tra Agrigento, Palermo, Ravanusa, Favignana e Roma e a tre auto, di cui una vecchia Citroen rottamata due anni fa in sostituzione di una nuova Lancia Dacia acquistata con “finanziamento”.

Il senatore Giuseppe Marinello, di Area popolare (Ncd-Udc), svolge la professione di odontoiatra e già nel 2013 dichiarò due immobili di proprietà, tra cui la casa di residenza, e cinque in comproprietà a Sciacca, oltre allo studio dentistico. Poi una Jeep Wrangler, una vecchia Panda e una Vespa del 1967. Situazione che non è cambiata dal 2013 ad oggi, così come quella del deputato dem Angelo Capodicasa, di Joppolo Giancaxio, laureato in filosofia e politico di lungo corso che possiede ben undici immobili tra case e terreni in comproprietà, poi un gommone e quattro auto di cui un’Audi A6 “acquistata di terza mano”, come ha specificato nella dichiarazione.

Il senatore Giuseppe Ruvolo, di Ala, impiegato Enel, di Ribera, possiede 1.844 azioni dell’Enel Spa e 50 azioni dell’Acea. Tre le sue auto: un’Audi, un’Alfa e una Lancia; poi nove immobili, tra case e terreni, in comproprietà con la moglie, con la madre o con il fratello.

Il deputato, ministro e leader Ncd Angelino Alfano, di Agrigento, avvocato da sempre “in aspettativa” per incarichi politici, è proprietario di due case ad Agrigento, e di una casa e un terreno a Sant’Angelo Muxaro in comproprietà con la moglie e possiede tre auto modeste, l’ultimo acquisto, due anni fa, è stato quello di una Renault Twizy “elettrica”.

La deputata Maria Iacono, del Pd, di Caltabellotta, funzionaria dell’ex Provincia, come auto possiede la “storica” Nissan Micra, due anni fa ha comprato anche Peugeot 308 usata e l’anno scorso la sua prima casa ad Agrigento.

Tonino Moscatt, anche lui del Pd, project manager, di Favara ha venduto un’Alfa Romeo 147 e ha comprato una Fiat Freemont, rimane di sua proprietà anche una Fiat Panda. Dopo l’elezione Moscatt ha ceduto il 50% delle quote societarie dell’Asetra Srl con sede a Montevago. Antonino Bosco, di Ncd, imprenditore nel settore turistico, come auto possiede un’Audi A 3 e una Vespa, ed è proprietario di una casa a Favara.

Gea Schirò Planeta, originaria di Menfi, editrice, passata da Scelta Civica al Partito democratico, nella situazione patrimoniale segnala il possesso di una Fiat Panda e non ha nessuna casa di proprietà. Riccardo Gallo, deputato agrigentino di Forza Italia, funzionario dell’ex Provincia, non possiede né auto né immobili.

Quasi per tutti i parlamentari agrigentini a Roma, dunque, nessuna variazione della situazione patrimoniale è intervenuta in rapporto alla dichiarazione presentata nel 2013 subito dopo l’elezione, ad eccezione di Maria Iacono che ha comprato la prima casa nella città dei templi, e Tonino Moscatt, che ha comprato un’auto e ha ceduto le quote di una società.

Non tutti i parlamentari agrigentini, in linea con il trend in Parlamento, hanno autorizzato la pubblicazione sui siti internet della Camera e del Senato le spese elettorali e le somme ricevute, direttamente o a mezzo di comitati costituiti a loro sostegno, a titolo di liberalità per ogni importo superiore alla somma di 5.000 euro annui. Dati che comunque, ai sensi dell’articolo 9 della legge 441/1982, sono contenuti in apposito bollettino cartaceo pubblicato, con cadenza annuale, a cura degli uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama e messo a disposizione dei cittadini elettori negli uffici parlamentari a Roma. In questo senso i più trasparenti sono Angelino Alfano, Giuseppe Marinello e Gea Schirò Planeta.

La deputata dem ha ricevuto contributi da terzi non meglio specificati sul web per un importo di 10.900 euro. Il presidente della commissione Ambiente di Palazzo Madama ha ricevuto 21.000 euro di contributi elettorali: 15.000 da una società per azioni con sede legale a Torino e 6.000 da una società con sede a Menfi. Il ministro dell’Interno ha ricevuto 72,58 euro di contributi e 8.400 euro di servizi erogati da terzi non specificati su internet, mentre per la sua campagna elettorale Alfano ha speso 25.000 euro di tasca propria.