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“Per risolvere la grave crisi che attraversa il Comune di Porto Empedocle occorre un governo di salute pubblica che lavori nell’interesse della collettività e occorre evitare che ad amministrare la città ci sia un uomo solo al comando”. Lo ha detto il segretario generale provinciale della Cisl, Maurizio Saia, intervenendo sulla situazione empedoclina dove partiti, movimenti e indipendenti si preparano ad affrontare le elezioni amministrative di primavera.

“Porto Empedocle, un governo di salute pubblica” è, peraltro, anche il titolo di un gruppo Facebook dove il dibattito sulle elezioni è già cominciato. “Cercheremo di aprire un confronto tra le forze politiche e sociali per ribadire che a Porto Empedocle – ha affermato Saia – occorre mettersi tutti insieme per risolvere i problemi ereditati perché da soli non si va da nessuna parte. Servono grandi sacrifici da parte dei futuri amministratori per salvare un comune vicino al dissesto finanziario. La città – ha aggiunto il dirigente sindacale – è sommersa dai rifiuti, gli utenti vessati dalle tasse, il Comune con le casse al verde, i dipendenti comunali senza stipendi, i lavoratori delle ditte di raccolta rifiuti senza stipendi da cinque mesi. Ci vuole veramente un gran coraggio – ha sottolineato Saia – a proporsi come candidato a sindaco, sopratutto se si è soli e senza un programma ed una visione di sviluppo. Non facciamo un ragionamento politico o distinzioni tra i partiti, non è una questione di destra, sinistra o centro, c’è di mezzo il salvataggio del Comune di Porto Empedocle. Non condividiamo – ha proseguito – le autocandidature che continuano a spuntare come i funghi, crediamo serva un confronto aperto che possa portare a una soluzione governativa di salute pubblica”.

Intanto, in questo scenario da caos, tra proteste dei dipendenti comunali per gli arretrati e preparazione della candidature per il dopo-Firetto, il segretario generale provinciale della Cisl si chiede su Facebook: “È vero che la Corte dei Conti ha chiesto al Comune di Porto Empedocle il recupero delle indennità percepite dal consiglio comunale nel 2015, perché percepivano il doppio di quanto previsto per legge?”. Ieri, nonostante diversi tentativi, non è stato possibile raggiungere telefonicamente il commissario straordinario o il segretario comunale per avere ulteriori ragguagli sulla vicenda. Pare che i consiglieri comunali abbiano percepito dal 2012 gettoni di presenza da 70 euro anziché da 35 euro come previsto dalle norme in virtù della classificazione del comune sulla base della popolazione residente.

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