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Il pm ha chiesto l’ergastolo, la difesa punta all’assoluzione. Si è svolta ieri, davanti il tribunale di Grosseto, la seconda udienza di arringhe nell’ambito del processo nei confronti di Antonino Bilella, l’agricoltore agrigentino accusato di aver ucciso e distrutto il cadavere di Francesca Benetti, l’insegnante di Cologno Monzese (Milano) scomparsa da Villa Adua di Potassa di Gavorrano, nel Grossetano, il 4 novembre 2013, di cui non è mai stato ritrovato il corpo. L’avvocato Francesca Carnicelli ha contestato ieri in aula i rilievi svolti dai carabinieri Ris nella casa della Benetti, dove sarebbe stato commesso il delitto.

“E’ stato rilevato dna appartenente ad un uomo – ha detto il legale – che non è Bilella e non stato ritenuto necessario sapere di chi è. Perché? Non essendo di Bilella non interessava andare oltre? In quella casa – ha aggiunto – sono entrate anche altre persone”. L’agricoltore agrigentino, che era il custode della villa della donna scomparsa, secondo il suo difensore, è stato dipinto come “bugiardo e cattivo. Questo è un processo – ha aggiunto – che si basa su una serie di indizi che devono essere letti insieme come in un mosaico ma non è così. Le prove devono incastrarsi come un puzzle, non come ha fatto la procura che ha cercato solo quelle contro Bilella e le ha poi messe insieme in un mosaico su cui è stata passata una mano di colla”.

“Antonino Bilella dice bugie non patologiche, ma mirate a non dire la verità perché non può dirla essendo colpevole”, ha detto invece l’avvocato di parte civile Alessandro Risaliti, che assiste i figli della vittima, Eleonora e Giulio Spataro, associandosi alla richiesta del pubblico ministero.

Nella requisitoria svolta il 9 febbraio scorso, il pm Marco Nassi aveva formulato richiesta di condanna all’ergastolo per Bilella che, oltre a dover rispondere delle accuse di omicidio volontario premeditato e soppressione di cadavere, è imputato anche per violenza sessuale e stalking. Secondo le accuse, l’uomo avrebbe ucciso l’insegnante forse al culmine di una lite, dopo che la donna aveva respinto le sue avances, oppure per questioni di lavoro. “Non esiste alcun comportamento di natura molesta di Bilella nei confronti della signora Benetti. Non sussistono, quindi – ha detto l’avvocato Riccardo Lottini, l’altro difensore dell’agrigentino – i reati di stalking e violenza sessuale”. La sentenza è attesa per oggi.

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