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Lo splendore del barocco romano s’incontra con la magnificenza del barocco siciliano.
Dal 20 febbraio al 30 marzo ad Agrigento, infatti, la bellezza di due dei beni più importanti del patrimonio del Fondo edifici di Culto del ministero dell’Interno, il “Salvator Mundi” di Gian Lorenzo Bernini e gli stucchi di Giacomo Serpotta custoditi all’interno della chiesa Santo Spirito, danno vita a una visione particolare e inedita in termini culturali, artistici e religiosi.

“L’imponente monumentalità dell’opera berniniana – si legge nei pannelli descrittivi dell’evento – viene messa a confronto con la leggiadra levità dei capricci serpottiani, che rappresentano pienamente la tendenza verso una maggiore grazia espressiva e verso una tipologia corale propria del barocco siciliano”.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al ministero dell’Interno con il Fondo edifici di culto in sinergia con l’arcidiocesi di Agrigento, l’assessorato ai beni culturali della Regione Siciliana, la Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, il Comune di Agrigento e l’Unicredit. Un evento – presentato oggi pomeriggio durante una conferenza stampa in prefettura – che si programmava già dal giugno del 2015 e che adesso va in scena in occasione della 71^ edizione della Sagra del Mandorlo in Fiore.

“É un’operazione di grande respiro culturale che proietta Agrigento – ha detto il sindaco Lillo Firetto nel corso della presentazione dell’evento – su uno scenario più vasto in termini di attrattività culturale. Agrigento è praticamente questa settimana capitale della cultura in Sicilia, come ha titolato in questi giorni una rivista d’arte. L’incrocio nella chiesa del Santo Spirito tra il barocco siciliano  di Giacomo Serpotta e il barocco italiano con Gian Lorenzo Bernini, così come l’inaugurazione in queste ore della mostra con le foto le foto storiche di Leo Matiz dedicate a Frida Kahlo, sono due operazioni culturali di rilievo che segnalano come Agrigento intende fare dell’arte uno degli elementi strategici di marketing territoriale”.

“Per la prefettura di Agrigento, per il ministero dell’Interno, il senso di questa iniziativa – ha sottolineato il prefetto Nicola Diomede – è che esiste nella nostra province come esiste nel resto d’Italia un patrimonio artistico particolare che è gestito dal Fondo degli edifici di culto, un patrimonio importante di cui spesso non ci rendiamo conto ma rispetto al quale la prefettura di Agrigento si è spesa, si spende e si spenderà per la migliore valorizzazione delle diverse bellezze che ci sono all’interno di questo patrimonio artistico anche nell’Agrigentino. In questo contesto rientra l’iniziativa del Salvator Mundi di Bernini nella città dei templi, senza dubbio un’iniziativa di grande spessore scientifico e culturale”.

“Tra le opere d’arte che appartengono al Fondo edifici di culto e che sono conservate nelle chiese, sicuramente il busto del Bernini, il Salvator Mundi, ha una sua importanza particolare. Innanzitutto – ha spiegato il prefetto Angelo Carbone, direttore del Fec – per quello che rappresenta nella storia del Bernini, visto che è la sua ultima opera, e per quello che rappresenta come passione storica, artistica, culturale e religiosa. Questo Salvatore aperto al mondo, che accoglie e che è misericordioso e questo, specialmente nell’anno del Giubileo Straordinario della Misericordia è un simbolo molto importante che abbiamo ritenuto di portare anche qui ad Agrigento, non soltanto per l’arte barocca presente in questo territorio nelle chiese del Fec, ma anche perché è una delle province e dei territori italiani più esposti all’immigrazione”.

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