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I pescatori di Zarzis, città costiera del sud-est della Tunisia, hanno minacciato di dirigersi per protesta con le loro imbarcazioni verso l’isola italiana di Lampedusa, distante solo 200 chilometri dalle coste, se il ministero dell’Agricoltura e della pesca non attuera’ le riforme promesse. Secondo quanto riferiscono i media tunisini, i pescatori di Zarzis chiedono con urgenza la definizione dei confini marittimi con la Libia dopo che alcuni di loro sono stati trattenuti da miliziani libici legati al governo di Tripoli. I pescatori, secondo quanto riporta l’agenzia Nova, chiedono inoltre l’espansione delle zona di pesca e di esaminare la possibilita’ di istituire una zona di pesca congiunta con le autorita’ libiche. In un incontro avvenuto ieri sera con il ministro dell’Agricoltura e delle pesca tunisino, Saad Seddik, una delegazione di Zarzis ha chiesto licenze di pesca per il tonno, la produzione di barche, maggiore sicurezza e lotta contro la pesca illegale. Al termine dell’incontro il ministro Seddik ha sottolineato che il governo prendera’ in considerazione le richieste dei delegati di Zarzis, annunciando per i prossimi giorni nuovi incontri con altre delegazioni del settore pesca nella regione.
L’11 e 12 febbraio scorsi la Guardia costiera libica ha intercettato le barche da pesca con circa 70 persone a bordo e ha accusato i pescatori di essere entrati illegalmente nelle acque territoriali del loro paese. L’Unione tunisina dei pescatori ha lanciato diversi appelli a non avvicinarsi troppo alla zona di frontiera con le acque territoriali libiche. Il gruppo di pescatori tunisini e’ stato rilasciato in due tranche lo scorso 16 febbraio dalle autorita’ del porto libico di Zawiya.

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