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Lampedusa in festa. E’ “sbarcato” ieri sera intorno alle 21 sull’isola con un volo proveniente da Palermo l’Orso d’oro conquistato alla Berlinale 2016 da “Fuocoammare”, il docufilm di Gianfranco Rosi che ha riacceso un faro in Europa sui drammi dell’immigrazione e sul grande spirito di accoglienza dei lampedusani che ieri sera hanno festeggiato in massa per questo riconoscimento.

Arrivato tra le mani del “medico eroe” Pietro Bartolo, l’Orso d’oro è stato accolto con grande emozione dal sindaco Giusi Nicolini che ha espresso “il sentimento di gioia di tutti i lampedusani per questo importante riconoscimento”. Nessuna cerimonia particolare, un’accoglienza informale ma carica di gioia, cuore aperto, così come l’isola accolto negli anni migliaia di migranti disperati provenienti dall’Africa. Bartolo è arrivato tra i suoi concittadini con la statuetta tra le mani, ha abbracciato decine di persone, fatto fotografie, selfie con i lampedusani. Tra i lampedusani in scena in “Fuocoammare” anche Giuseppe Fragapane e il giovane Samuele Pucillo e Peppino del Volgo. “Questa isola è un dono di Dio – ha detto – e questo premio è dedicato proprio ai suoi abitanti”. Nemmeno per oggi è prevista una cerimonia ufficiale al comune. “Faremo una grande festa tutti insieme – ha detto il sindaco – al momento della proiezione ufficiale sull’isola con Gianfranco Rosi”; l’appuntamento è il 3 marzo, in piazza, davanti la chiesa San Gerlando già visitata da Papa Francesco durante il suo primo viaggio pontificale sull’isola l’8 luglio 2013.

“Spero che questo film possa smuovere l’opinione pubblica. Sono emozionatissima, è una cosa enorme – ha detto il sindaco spiegando il significato dell’Orso d’oro – sia sul piano artistico ma anche per Lampedusa, i lampedusani e per la causa. Perché questo dramma finalmente emerge in una luce diversa, su uno scenario mondiale di grandissimo prestigio e credo possa aiutare tantissimo a capire di cosa stiamo parlando, di cosa abbiamo vissuto e viviamo ancora oggi noi qui a Lampedusa, ma anche sulla rotta balcanica che oggi è quella dove la situazione è più grave”.

Ad accogliere il premio tra i lampedusani, anche il giovane attore Filippo Pucillo, nel 2011 a un passo dall’Oscar con Terraferma di Emanuele Crialese e fratello maggiore di Samuele, il dodicenne protagonista della pellicola di Rosi. “Sono molto contento della vittoria del film, del racconto di Rosi e dell’interpretazione di mio fratello”, ha detto Pucillo Senior. “Samuele, arrivato a Lampedusa, mi ha raccontato di essere davvero molto soddisfatto e contento e mi ha abbracciato”. Don Mimmo Zambito, dopo aver parlato del film nell’omelia domenicale ringraziando Rosi, in questi giorni ha riguardato il trailer in parrocchia con i più giovani lampedusani. “Nelle omelie – ha detto il parroco – ho ringraziato il regista non solo per il film che ha vinto l’importante riconoscimento premio. E’ importante che persone del mondo del cinema o dell’arte, delle scienze vengano a Lampedusa. Queste presenze servono, intanto, ai lampedusani, una piccola comunità di 6.000 persone, perché li aiuta a rendersi conto del compito che svolgono su quest’isola. I lampedusani vivono in isolamento e film come Fuocammare possono aiutare”.