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Barca e reti sequestrate, quattro persone denunciate per violazione delle norme in materia di sicurezza della navigazione e tutela delle risorse ittiche. E’ questo il bilancio di un’operazione svolta dalla guardia costiera empedoclina nel litorale tra Eraclea Minoa e Bovo Marina.

Lunedì pomeriggio, la motovedetta CP 765 di Porto Empedocle Empedocle – che ha operato congiuntamente alla motovedetta CP 2092 di Sciacca e a pattuglie di militari intervenuti via terra – ha intercettato, nello specchio acqueo antistante Bovo Marina, a due passi della riserva di Torre Salsa, un’unità intenta alla pesca abusiva precedentemente avvistata ad Eraclea Minoa. L’imbarcazione, con tre persone a bordo, è stata scortata a Porto Empedocle dove personale della guardia costiera è stato impegnato in banchina fino a tarda notte (con l’ausilio di polizia e carabinieri) per completare i relativi accertamenti. I controlli hanno consentito di determinare l’irregolare posizione dell’imbarcazione, una motobarca da traffico con scafo in legno autorizzata a trasporto merci, di 12 metri di lunghezza e 10 tonnellate di stazza lorda, iscritta nei registri di Termini Imerese (PA). La barca è risultata priva di licenza di pesca, di abilitazione alla navigazione, di ogni altro documento di bordo, di regolare equipaggio e di dotazioni di sicurezza, in quanto posta in disarmo e non idonea alla navigazione già dal 16 agosto 2010. A bordo è stata recuperata e sequestrata una rete da posta di alcune centinaia di metri. Ulteriori verifiche hanno consentito di accertare la presenza di una falla nello scafo, con potenziale pericolo per la sicurezza, la tutela della pubblica incolumità e l’ambiente: anche l’imbarcazione è stata posta sotto sequestro. A carico del proprietario (D.F., 27enne residente a P. Empedocle) e delle altre due persone a bordo (il padre G.F., di 54 anni, ed il fratello F.F., di 30 anni) è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per violazione delle norme in tema di sicurezza della navigazione e impiego di unità priva dei requisiti di navigabilità. Sono state inoltre elevate diverse sanzioni per un ammontare complessivo pari a 8.129 euro. L’attività si inquadra nell’operazione nazionale di controllo della filiera di pesca “Phoenix 4”, in corso dal 25 gennaio scorso nella Sicilia occidentale con il coordinamento della Direzione Marittima di Palermo, al fine di contrastare la commercializzazione di prodotti ittici non consentiti, di tutelare la salute dei consumatori e di garantire sicurezza e tracciabilità del pescato.
La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle, insieme ai dipendenti Uffici Circondariali Marittimi di Lampedusa, Licata e Sciacca, sta intensificando l’attività di contrasto alla pesca illegale e alla cattura di novellame, grazie alla consueta collaborazione delle forze di polizia e al prezioso supporto di associazioni ambientaliste (Legambiente, Marevivo, WWF), operatori del settore ittico e privati cittadini. I controlli sono condotti, anche in orari notturni e giorni festivi, nelle zone maggiormente interessate dal fenomeno (in particolare lungo la costa tra Eraclea Minoa e la foce del fiume Verdura, nel litorale della Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa e della Riserva Naturale Orientata foce del fiume Platani), con impiego di unità navali della Guardia Costiera e di militari in servizio di vigilanza via terra in abiti borghesi.