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A seguito della proposta avanzata nazionalmente da Legambiente e della susseguente costituzione del Comitato nazionale unitario “Vota SÌ per fermare le trivelle” (che vede tra i primi promotori le seguenti sigle: Adusbef, Alleanza Cooperative della Pesca, Arci, Associazione Comuni Virtuosi, Coordinamento nazionale NO TRIV, Federazione Italiana Media Ambientali, Focsiv – Volontari nel mondo, Fondazione UniVerde, Giornalisti Nell’Erba, Greenpeace, Kyoto Club, La Nuova Ecologia, Lav, Legambiente, Libera, Liberacittadinanza, Link Coordinamento Universitario, Lipu, Innovatori Europei, Marevivo, MEPI–Movimento Civico, Movimento Difesa del Cittadino, QualEnergia, Rete degli studenti medi, Rete della Conoscenza, Salviamo il Paesaggio, Sì Rinnovabili No nucleare, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, Unione degli Studenti, WWF) anche ad Agrigento il Circolo Rabat di Legambiente propone a tutte le organizzazioni interessate ed ai cittadini disponibili ad impegnarsi la costituzione del Comitato cittadino unitario “Vota SÌ per fermare le trivelle”.

Al fine di raggiungere tale obiettivo e cominciare da subito a programmare su tutto il territorio ogni iniziativa utile ad informare i cittadini sui contenuti del referendum del 17 aprile ed a raccogliere il più ampio consenso attorno al “SI”, ma soprattutto a salvaguardare il principio democratico della partecipazione degli elettori alle scelte governative, viene convocata per venerdì prossimo, 4 marzo, ad Agrigento, alle ore 17:00, un’assemblea cittadina che si terrà presso i locali messi a disposizione da Spazio Temenos-Chiesa s. Pietro, in Via Pirandello n. 1.

Ricordiamo che il quesito referendario riguarda l’abrogazione della previsione che “le attività di coltivazione di idrocarburi relative a provvedimenti concessori già rilasciati in zone di mare entro dodici miglia marine hanno durata pari alla vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale” come previsto dall’emendamento proposto dal Governo alla legge di stabilità che va a modificare quanto disposto dall’articolo 35 del “Decreto Sviluppo” del giugno 2012. In sostanza con il referendum del 17 aprile si chiede agli elettori di fermare definitivamente le trivellazioni in mare. Nello specifico si chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Nonostante, infatti, le società petrolifere non possano più richiedere per il futuro nuove concessioni per estrarre in mare, le ricerche e le attività petrolifere già in corso non hanno nessuna scadenza. Se si vuole mettere definitivamente al riparo i nostri mari dalle attività petrolifere occorre votare “SI” al referendum. In questo modo, le attività petrolifere andranno progressivamente a cessare, secondo la scadenza “naturale” fissata al momento del rilascio delle concessioni.

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