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“Sbigottito dalle accuse” lanciate nei suoi confronti da Veronica Panarello, “non se lo spiega” e “non sospetta alcuna vendetta ne’ personale ne’ perche’ si e’ costituito parte civile nel processo”. E’ la posizione di Andrea Stival espressa alla Procura di Ragusa e resa nota dal suo legale, l’avvocato Francesco Biazzo, dopo l’interrogatorio. Secondo la donna il piccolo 19 novembre del 2014, venti giorni prima di essere strangolato, avrebbe visto la madre e il nonno fare sesso nella cucina della loro casa. Ma su quella giornata la Procura “non gli ha chiesto alcuna notizia – rivela il penalista – assolutamente no”. “Noi siamo in piena sintonia con la magistratura – sottolinea l’avvocato Biazzo all’Ansa – vada avanti, faccia tutte le verifiche del caso: abbiamo un assoluto interesse affinche’ questa vicenda si concluda nel piu’ breve tempo possibile”. Sull’annunciata querela per calunnia il legale precisa che “la presentero’ all’indomani del giorno in cui finalmente avro’ la dichiarazione resa ai magistrati dalla signora Veronica Panarello”.