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E’ stato un cappello dimenticato sulla scena del delitto ad incastrare Santino Maccaluso, 54 anni, nato ad Agrigento, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’omicidio volontario aggravato di Antonio Floris, di Desulo (Nuoro) e occultamento di cadavere. Maccaluso è stato bloccato a Udine. Cinque i capelli trovati dagli uomini della squadra mobile di Padova dentro al cappello abbandonato nei pressi della catasta di legna dove è stato nascosto Floris lo scorso 6 novembre quando è stato ucciso da almeno cinque colpi di bastone alla testa mentre si trovava nell’oasi dei Padri Mercedari di Padova. Qui Floris lavorava all’interno di un percorso di reinserimento lavorativo previsto al termine della sua detenzione e sempre qui Maccaluso lavorava come dipendente dopo aver scontato 26 anni per un duplice omicidio. Un’indagine particolarmente complessa che ha visto gli inquirenti sentire 45 persone, secondo quanto riferisce l’Ansa. All’origine dell’omicidio ci sarebbe il fatto che Floris aveva indicato Maccaluso come il responsabile di alcuni furti avvenuti all’interno della sua cella del carcere di Padova per alcune centinaia di euro di valore.

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