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A nulla, o quasi, sono serviti il decreto svuotacarceri del Governo Renzi, la nuova legge sulle pene alternative, la depenalizzazione dei reati lievi: resta preoccupante il sovraffollamento carcerario nell’Agrigentino. Nella casa circondariale di contrada Petrusa ad Agrigento sono 357 le persone detenute – tra cui 32 donne e 109 stranieri – a fronte di una capienza regolamentare prevista di 276 posti detentivi, secondo i dati aggiornati dal ministero della Giustizia al 29 febbraio scorso. Una situazione in controtendenza rispetto al dato nazionale visto che da un anno a questa parte si registrano dei miglioramenti in termini di riduzione della popolazione carceraria dopo la sentenza pilota Torreggiani della Corte europea dei diritti dell’uomo. Di “sovraffollamento al 129%” ha parlato a proposito di Agrigento Rita Bernardini, presidente onoraria di “Nessuno tocchi Caino”. Apparentemente migliore, invece, la situazione a Sciacca, dove su una capienza regolamentare di 81 posti sono 83 le persone detenute, tra cui 26 stranieri. “Tutte le leggi ordinarie a favore dei detenuti non stanno funzionando per la riduzione della popolazione carceraria nell’Agrigentino, solo provvedimenti straordinari come l’indulto o l’amnistia potrebbero determinare la svolta”, ha detto Antonello Nicosia, presidente del Centro Studi Pedagogicamente che si occupa dei diritti dei detenuti in Sicilia. “Oltre a sollecitare al presidente della Regione la nomina del garante regionale dei detenuti, sollecitiamo ai sindaci di Agrigento e di Sciacca l’istituzione dei garanti cittadini”. “Per quanto riguarda la situazione di Sciacca noi chiediamo che la struttura, assolutamente inadeguata ad ospitare il carcere, venga chiusa in favore dell’apertura dell’Icam (Istituto per la custodia attenuata delle donne con figli minori) nell’ex convento dei gesuiti, proposta rilanciata nelle scorse settimane su Facebook anche dall’ex ministro Calogero Mannino. Nel carcere di Agrigento, oltre a un sovraffollamento cronico, sono presenti vari problemi strutturali: non ci sono riscaldamenti, diverse infiltrazioni di acqua al terzo piano, scarse le attività trattamentali, pochissime le attività formative, c’è solo la scuola dell’obbligo. Sia ad Agrigento che a Sciacca sono state ridotte le attività di formazione. Nei giorni scorsi – ha aggiunto Nicosia – abbiamo avuto un incontro con l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro e stiamo lavorando per l’istituzione dell’osservatorio delle carceri siciliane e di un tavolo tecnico scientifico per la formazione dei detenuti focalizzando l’attenzione sulle attività rieducative per il reinserimento sociale. Stiamo organizzando incontri con gli studenti a Licata e a Sciacca e alla facoltà di psicologia dell’università di Palermo. Proietteremo alla presenza del regista Ambrogio Crespi il docufilm su Enzo Tortora ‘Una ferita italiana'”.