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La parlamentare Maria Iacono e impiegata ex Provincia manifesta con le colleghe

Circa cinquecento lavoratori delle ex Province stanno effettuando un sit-in davanti a palazzo dei Normanni per sollecitare l’Assemblea regionale a completare la riforma dei Liberi consorzi, dopo l’impugnativa del consiglio dei Ministri, recependo anche in Sicilia la legge Delrio. I sindacati chiedono anche lo stop al prelievo dalle casse delle ex Province del contributo per il risanamento della finanza pubblica, deciso dallo Stato, e che per il 2016 e’ pari a circa 180 milioni di euro. In piazza ci sono le bandiere di Cgil, Cisl e Uil e striscioni con scritto “lavoro, servizi e dignita'”. I manifestanti hanno tamburi e fischietti e scandiscono slogan; delegazioni di lavoratori sono arrivati a Palermo da tutta la Sicilia. Nel pomeriggio una delegazione sindacale incontrera’ i capigruppo dell’Ars, mentre domani mattina e’ previsto un incontro con il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone. “Vogliamo capire quale sara’ il nostro futuro”, dice il segretario della Fp Cisl di Agrigento, Enna e Caltanissetta, Gianfranco Di Maria, da 30 anni in servizio negli uffici della provincia di Caltanissetta. “Le beghe della politica non possono mettere il territorio in difficolta’, perche’ sarebbe un’ecatombe per tutti”, aggiunge. Per il segretario regionale della Fp Cgil Michele Palazzotto la Sicilia “e’ nel caos”. “In un Paese democratico – aggiunge – c’e’ un governo che ha una maggioranza, qui invece c’e’ solo confusione. Si sta destrutturando tutto il sistema pubblico per un rimpallo di competenze tra governo e Ars. L’autonomia cosi’ diventa una palla al piede. E’ doveroso applicare la legge Delrio, ma per le beghe della politica sull’elezione degli organi intermedi ed evitare che venisse eletto questo o quel sindaco si e’ preferito creare la paralisi”. In piazza Parlamento protestano anche i lavoratori degli ex sportelli multifunzionali dei centri per l’impiego della Sicilia. (ANSA)