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Nell’occhio del ciclone i depuratori nell’Agrigentino nonostante gli interventi di miglioramento effettuati in questi anni. Una situazione evidentemente pesante quella “ereditata” da Girgenti Acque in materia di depurazione adesso al vaglio della Procura di Agrigento che ha proceduto con una raffica di sequestri di impianti anche alla luce delle nuove norme del testo unico sull’ambiente varato nel 2015. Una situazione che se si sa da dove parte non si sa adesso dove andrà a finire. Ma cosa sta facendo e cosa ha fatto in questi anni il gestore del servizio idrico integrato per i depuratori?
Va detto, intanto, che la “famosa” delibera Cipe 60/2012, la cui piena applicazione sta portando clamorosi ritardi non solo in Sicilia, prevede il finanziamento di 12 progetti relativi a reti fognarie e impianti di depurazione nell’Ato idrico agrigentino. Progetti importanti da Agrigento a Sciacca, passando per Ribera e Porto Empedocle. Di questi, 4 risultano in corso di esecuzione, mentre gli altri 8 sono in attesa della definizione dell’iter amministrativo.
Ma a prescindere dalla delibera Cipe, su tutte le reti e gli impianti consegnati dai comuni, Girgenti Acque ha effettuato, sin dall’inizio della gestione, diversi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il costo dei soli interventi di manutenzione straordinaria ammonta, complessivamente, ad oltre 10 milioni di euro. “Particolare attenzione – spiega l’ingegnere Calogero Sala di Girgenti Acque – è stata posta sugli impianti di depurazione, con particolare riferimento a quei comuni che, pur essendo dotati di depuratori, non avevano mai provveduto a metterli in esercizio”.
E’ per esempio il caso del depuratore di Siculiana dove sono stati effettuati lavori nell’impianto realizzato dall’Eas negli anni ’90 ma mai consegnato al comune e quindi mai entrato in funzione; adesso è stato attivato. Anche a Racalmuto è adesso funzionante l’impianto realizzato dal comune e mai attivato. Così come a Comitini dove il depuratore, realizzato negli anni ’90 e mai attivato, è adesso pienamente efficiente dopo i lavori di ripristino di tutte le apparecchiature. A Montallegro si stanno ultimando i lavori per l’attivazione dell’impianto, anche questo realizzato dal comune ma mai entrato in esercizio; nelle prossime settimane l’impianto sarà attivato.
Pure a Villafranca Sicula l’impianto realizzato dal comune non era mai stato messo in esercizio; un intervento di manutenzione ha consentito di ripristinare il collettore d’ingresso all’impianto e i trattamenti preliminari.
Un altro progetto importante è quello che prevede il potenziamento del depuratore di Villaggio Mosè che consentirà, nelle more della realizzazione del nuovo depuratore al servizio della fascia costiera di Agrigento e del comune di Favara, di renderlo conforme al decreto legislativo 152/2006.
In tutti gli altri impianti in esercizio, spiega Girgenti Acque, sono stati effettuati interventi di manutenzione che hanno consentito di efficientare le strutture esistenti, con particolare riguardo ai depuratori di maggiore potenzialità quali quello di Sant’Anna, nel comune di Agrigento, e quello di Licata. In particolare, per quest’ultimo, nei giorni scorsi è stato trasmesso all’Ato il progetto per la realizzazione della condotta di allontanamento delle acque depurate che consentirà di superare l’unica criticità oggi esistente, costituita dalla non conformità alla normativa regionale del punto di scarico delle acque depurate.

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