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Erano l’antica colazione dei contadini siciliani, accompagnate da pecorino, pane e vino e il loro odore pungente addolciva la dura fatica dei campi. Adesso, le acciughe sotto sale, conservate in botti di legno di castagno, secondo le antiche tradizioni dei maestri bottai di Sciacca, e con il marchio ‘Il Mare in Barrique’, vengono riconosciute in Gazzetta regionale come un prodotto agroalimentare tradizionale della Regione siciliana.

Nasce con lo scopo di recuperare un patrimonio socio-storico-culturale quasi dimenticato il nuovo brand, ‘Il Mare in Barrique’, creato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale, in collaborazione con le aziende del Distretto produttivo della Pesca e l’Iamc-Cnr, nell’ambito del progetto “Nuove rotte Blue Economy” della programmazione comunitaria 2007-2013. Una ricerca, durata tre anni, che oggi è stata presentata nella sede del Cnr a Capo Granitola, nel Trapanese, all’interno dell’evento “Cambio il mondo con la scienza: sono protagonista!”, una giornata di orientamento destinata agli studenti del quarto anno dei licei siciliani che, equipaggiati di una mappa illustrata, hanno potuto passeggiare tra gli stand e i laboratori del Cnr, alla scoperta dei progetti di ricerca scientifica più interessanti, realizzati con i bandi europei.

L’Istituto zooprofilattico, nella cittadella della scienza, ha messo in mostra i barili con il nuovo marchio. Un progetto, che adesso permetterà a tre aziende di Sciacca (Agrigento), selezionate con bando pubblico, di vendere le acciughe sotto sale con il nuovo logo. Per la salagione delle alici, il legno è stato utilizzato fino agli anni Cinquanta. Con l’arrivo dei contenitori in plastica o in lamierino e delle nuove norme comunitarie, che richiedevano materiali igienicamente più idonei, si è assistito alla sostituzione delle tradizionali botti. (Adnkronos)

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