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Con grande Amore mi eri vicino,

con tanta tenerezza mi cullavi,

pregavi e sognavi con me piccino,

pur stanco, felice conme giocavi.

 

Passavano veloci, però, gli anni;

pesanti e molti erano i pensieri

che Ti dava la vita,e gli affanni

sembravano ogni giorno più i ieri.

 

Ma Tu lo stesso mi volevi bene,

non Ti stancavi di tenermi al cuore,

dimenticavi subito le pene

per stare insieme a me e darmi Amore.

 

Ed or che sei anziano ed anche stanco

hai sempre , come allora, il tuo sorriso

per me che pure qualche volta manco,

ma questo non traspare sul tuo viso.

 

Sia un eterno grazie ilmio canto.

Una parte di Te mi vive dentro,

una parte di me Ti resta accanto,

delle attenzioni tue ero il centro.

 

Vorrei, Papà, averTi ogni momento,

solo per dirTi che Ti amo tanto,

ridarTi vigore, farTi contento,

ripagar con gioia il nascosto pianto!

 

Se fosse dato a me potere immenso

darei tutto il Bene che c’è al mondo:

salute, giovinezza, oro e incenso,

l’Affetto dei tuoi cari assai profondo.

 

Desio (Mi), 12.08.1991 h. 00.05

L’Ultimo dei Vichinghi

Pennino Giuseppe

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