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Svolta nelle indagini scaturite dalle minacce su Facebook al sindaco di Siculiana Leonardo Lauricella.
Il cerchio è chiuso. Quattro mesi dopo le minacce di morte, su una pagina Facebook appositamente creata, al primo cittadino siculianese, e dopo aver analizzato i dati telematici acquisiti, sono stati sequestrati, a distanza di un anno, – su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento – numerosi personal computer, tablet e smartphone. Il fascicolo, inizialmente aperto a carico di ignoti, adesso, come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, invece, si è trasformato a carico di “noti”. C’è una persona, un siculianese, iscritto nel registro degli indagati. L’uomo non avrebbe agito da solo, ci sarebbero altri indagati, di certo sono almeno una decina le perquisizioni effettuate nei giorni scorsi dai carabinieri.
“Grazie all’aiuto di Facebook, in California, e grazie al buon lavoro svolto dai carabinieri della stazione di Siculiana – ha commentato ieri il sostituto procuratore di Agrigento, titolare del fascicolo di inchiesta, Salvatore Vella – è stata individuata una utenza di collegamento”. I tablet, gli smartphone ed i computer sequestrati, adesso, continueranno ad essere studiati ed in maniera approfondita da un ingegnere informatico nominato dalla procura. E non è escluso che il cerchio – quello chiuso in questo primo momento dell’inchiesta – si riveli essere concentrico.
Infatti, non si esclude che i presunti responsabili delle minacce al sindaco siano gli stessi che crearono, qualche mese prima, la pagina Facebook “Le Iene di Siculiana” che fece tanto discutere in paese.

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