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“Quest’anno la Pasqua non ha dato il via alla stagione turistica ma per essere sinceri non ci aspettavamo nulla di diverso. Le strutture alberghiere si sono riempite per il 60-70% e alcuni alberghi sono rimasti chiusi per mancanza di richieste”. A tracciare all’Adnkronos un bilancio a caldo del ponte pasquale è il vicepresidente di Federalberghi Sicilia e presidente di Federalberghi Palermo Nicola Farruggio. Complici la Pasqua a marzo – “quando è così bassa i numeri del turismo non sono mai elevati” spiega Farruggio – e in parte gli attentati di Parigi e Bruxelles, il primo ponte di primavera non ha fatto registrare nell’isola i numeri delle grandi occasioni. “Gli stranieri sono stati pochi, la maggior parte di turisti sono stati italiani e sebbene dopo gli attentati non ci siano state disdette di prenotazioni – aggiunge – la minaccia del terrorismo ha intaccato le prenotazioni dell’ultima ora, scoraggiando chi in altri tempi avrebbe aspettato gli ultimi giorni per un last minute”.

Numeri maggiori, afferma il presidente di Federalberghi, sono previsti “per fine aprile, primi di maggio anche se – aggiunge – la Sicilia può usufruire solo in parte della perdita di attrattività di altre mete del Mediterraneo. E’ vero che le richieste per l’isola sono aumentate ma è anche vero che per prezzi e tipologie di strutture non possiamo competere con paesi come la Tunisia e l’Egitto e, in questa situazione, a fare la parte del leone rimangono mete come Malta, la Spagna e le isole Baleari”. I dati sul turismo pasquale sono anche occasione per Federalberghi per rilanciare la richiesta di maggiori controlli sulle strutture extra alberghiere. “L’aumento del numero di arrivi registrato all’aeroporto di Palermo nel periodo di Pasqua, non coincide con un aumento di presenze delle strutture e questo è un dato sul quale bisogna riflettere – sottolinea Farruggio – La maggior parte di queste persone va a dormire in b&b, appartamenti o pseudo case-vacanze trovate su internet, non registrate e sulle quali non c’è alcun controllo”.

In Sicilia, spiega il numero di Federalberghi Palermo, abbiamo almeno 12mila posti letto in strutture extra alberghiere non registrate che spesso vengono vendute allo stesso prezzo degli alberghi e che però hanno dei costi di gestione nettamente inferiori e che, per esempio, possono scegliere quando e se restare aperte”. Strutture che, secondo il presidente di Federalberghi Palermo, “erodono fette di mercato importanti” e che “non possono essere il fiore all’occhiello del nostro sistema ricettivo. Da tempo ormai – aggiunge – il tema dei controlli è una questione che chiediamo a gran voce. Possiamo lavorare tutti, ma ci vogliono regole uguali per tutti, mentre purtroppo dobbiamo constatare quasi una sorta di complicità nel non portare alla luce queste situazioni”. (AdnKronos)

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