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Il geologo agrigentino Antonio Calamita si dimette dalla carica di delegato del Wwf Agrigento-Licata e interrompe i rapporti di collaborazione con l’associazione ambientalista dopo le polemiche scoppiate per la realizzazione del resort Adler accanto alla riserva di Torre Salsa, tra Siculiana e Montallegro. Calamita spiega le motivazioni della dimissioni con un post su Facebook e replica al delegato regionale Franco Andaloro.
“Prima di tutto – scrive – vorrei sottolineare la professionalità e la competenza che contraddistinguono da sempre il mio operato nel settore della tutela del territorio. In quanto componente geologo, non geometra, del Comitato Regionale Urbanistica, dal 2002 al 2006, in rappresentanza dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia di cui mi onoro di far parte da 40 anni, ho maturato un’ampia esperienza nel settore urbanistico-ambientale che mi ha consentito di valutare con serenità e competenza il progetto in questione, senza preconcetti, secondo le leggi che regolano la materia urbanistica e nel rispetto dell’ambiente.
calamitaInoltre, come delegato dell’area Agrigento-Licata dell’O. A. del WWF Sicilia Area Mediterranea, democraticamente eletto, del territorio agrigentino comprendente anche Siculiana, ho approfondito, come forse non fatto d’altri, con scrupolo il progetto di cui si parla per valutarne l’eventuale impatto sulla riserva. Siamo – spiega Calamita – ad una distanza dalla linea di costa compresa tra m 400 – 650 e ad una quota media compresa tra 60 e 75 m, su un terrazzo marino coltivato a pascolo, dove vi e’ ben poco da tutelare. L’area da tutelare è invece la linea di spiaggia, le dune, il boschetto, e, quindi, non l’entroterra dove non vi è alcuna delle specie protette dalla Comunità Europea, sia per quanto attiene la fauna che la flora. Anche se l’area rientra solo marginalmente nel SIC n. IT040003 può essere destinata ad insediamenti turistici, imponendo le dovute limitazioni inerenti l’altezza dei fabbricati e una rinaturalizzazione delle aree in cui sono presenti specie non autoctone.
andalorowwfQueste motivazioni – aggiunge il geologo agrigentino – mi hanno indotto ad esprimere il parere in merito ad eventuali insediamenti turistici.
Non condividendo l’isterismo scatenato dal commissario regionale del WWF, che senza confrontarsi con la rappresentanza del territorio decide “autonomamente” di revocare un parere già espresso nel 2012 dal WWF e diffida “chiunque ” a parlare in nome dell’associazione, vorrei precisare che il geologo Calamita non è “chiunque” ma, come già detto, il delegato dell’area Agrigento-Licata dell’O. A. del WWF Sicilia Area Mediterranea e che sa bene, essendosi già premurato di conoscere l’incartamento di cui in oggetto, quello che dichiara e che le sue dichiarazioni non sono fatte a titolo personale.
Mi rammarico di quanto successo in relazione a tale vicenda che poteva invece essere valutata con serenità e in sintonia con tutti gli organi interessati, senza interpretazioni espresse per partito preso, al di là della conoscenza della situazione reale, al solo scopo di suscitare scalpori propagandistici. Per quanto espresso dal commissario regionale del WWF mi vedo mio malgrado costretto ad interrompere la mia collaborazione con il WWF, ringraziando tutti coloro che hanno invece creduto in me, nella mia serietà, nel mio operato e che mi hanno scelto per la mia competenza professionale”.

Questa la replica di Calamita ad Andaloro che aveva spiegato: “Negli ultimi quattro anni si sono registrate delle modifiche ambientali rispetto a quelle considerate nel parere rilasciato e, soprattutto, sono state introdotte, nuove cogenti disposizioni, dalla pianificazione paesaggistica regionale, anche in termini di misure di salvaguardia. Il Wwf pertanto ritiene che, non essendo stati avviati i lavori, vada rivisto tutto il regime autorizzativo alla luce di questi nuovi fattori ed ha pertanto formalmente avanzato agli Uffici regionali preposti, una formale richiesta di sospensione del parere reso nel 2012 e ha chiesto una rivalutazione, alla luce delle norme subentrate, dell’autorizzazione rilasciata dalla Sovrintendenza”.

Intanto, contro la realizzazione del resort si esprime anche Legambiente Sicilia. “Noi – ha spiegato al quotidiano La Repubblica il presidente regionale, Gianfranco Zanna – non possiamo che essere contrari. Non abbiamo bisogno di nuovo cemento né di nuovi villaggi turistici”. Così il fronte ambientalista sembra essersi ricompattato nel nome della “battaglia anti-resort” avviata dal rappresentante di MareAmico Agrigento Claudio Lombardo.
Ma l’amministrazione comunale di Siculiana, guidata dal sindaco Leonardo Lauricella, fa quadrato attorno al progetto. Per parlare di quella che l’amministrazione definisce una “concreta iniziativa per lo sviluppo occupazionale ed economico del territorio, nel rispetto dell’ambiente – viene sottolineato – e delle previsioni urbanistiche del Prg”, domenica prossima (3 aprile) è in programma un consiglio comunale straordinario aperto a cittadini, ambientalisti, deputazione agrigentina, forze politiche e associazioni locali, in vista delle audizioni di martedì prossimo (5 aprile) in commissione Territorio e Ambiente all’Assemblea regionale siciliana.

Nel frattempo, sulla vicenda è accesissimo il dibattito su Facebook tra favorevoli e contrari. Scrive Alessandra Caruana: “Si agli asini cavalli cinghiali conigli cani uccelli lucertole e biscie….naturisti…si al profumo inconfondibile,alla palude all’erba profumata,all’ria magica,al mare dai colori favolosi, no al resort!”. Per Iosè Maria Tarallo si tratta di “un progetto che distruggerebbe de finitamente le bellezze ancora godibili. La costruzione di un Resort così prestigioso – scrive in un post su Facebook – non può che avviare un processo di ulteriore sfruttamento  e i Comuni si sentirebbero nel diritto di farlo! Salvare la Riserva di Torre Salsa significa anche salvare la meravigliosa costa dell’Agrigentino: è questa la battaglia da fare Come? Appellandoci a qualunque Legge di buon senso esiste e lottando per cambiare quelle Leggi che sono contro il vero Benessere”.

“Senza strutture adeguate – ha scritto l’ex sindco di Favara Mimmo Russello – non ci potrà mai essere vero turismo ed un autentico sviluppo. Ci lamentiamo sempre che il turismo, ad Agrigento, è “mordi e fuggi”, che non lascia né traccia né ricchezza, e se abbiamo la possibilità di realizzare investimenti e strutture per diffondere e radicare il turismo, con tutto l’indotto che comporta, nel pieno rispetto delle regole, a mio parere, non possiamo farci sfuggire l’occasione. Un resort eco-sostenibile, posizionato tra la riserva naturale di Torre Salsa e la Scala dei Turchi, a due passi dalla Valle dei Templi, è, nell’insieme, un posto incantevole ed un attrattivà turistica mondiale. Io sto con la giunta municipale di Siculiana”.

“In tutto questo – ha commentato il presidente del consiglio provinciale dell’ordine agronomi di Agrigento Germano Boccadutri – credo che ci sia qualcuno che voglia crearsi un suo “orticello” a discapito e alla faccia dello sviluppo. Per “orticello” intendi una buona entrata annua e qualcosa da “gestire”, purtroppo in Italia esiste il cattivo gusto di dare retta anche a chi non conta niente, bastano un paio di comparsate, qualche trafiletto sui giornali ed allora si diventa qualcosa. Credo che bisogna ora capire chi c’è dietro tutta questa operazione, quali siano i veri interessi, cosa effettivamente muove il nulla. Credo che la proprietà debba muoversi e cercare di capire, basta poco e,con facilità potrebbero svelare la o le verità. Non è possibile che pochi e per interessi oscuri continuino a bloccare lo sviluppo di questa terra. I nostri figli vanno via perché qui non vogliono restare, questa terra lentamente muore, per questa terra credo che sia giunto il momento che alcuni iniziamo ad aprire gli occhi se vogliamo che non resti il deserto”.