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Assoluzione perché il fatto non sussiste: dopo quattro processi arriva il verdetto che scagiona l’ex sindaco di Racalmuto Salvatore Petrotto, finito a processo nell’ambito dell’inchiesta “Sorgente” che ipotizzava delle richieste indebite di denaro alla società che gestisce il servizio idrico.

La Corte di appello di Palermo – come racconta oggi il Giornale di Sicilia – si è pronunciata dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione che aveva chiesto ai giudici di “valutare meglio e nella sua interezza” il contenuto della conversazione, registrata nel 2008 e a insaputa di Petrotto dall’amministratore delegato di Girgenti Acque, il catanese Giuseppe Giuffrida. In quel colloquio, secondo gli inquirenti, l’allora sindaco di Racalmuto ammetteva di avere chiesto, in precedenza, una tangente di 1.700 euro al mese a Giuffrida. In cambio, secondo la tesi dell’accusa, Petrotto avrebbe ceduto gli impianti idrici del proprio comune alla società che gestisce il servizio dopo la privatizzazione. L’ipotesi di tentata concussione era stata riqualificata, in quella meno grave, di istigazione alla corruzione. Adesso l’assoluzione con formula ampiamente liberatoria perché il fatto non sussiste. “Giustizia è fatta”, ha commentato l’ex sindaco di Racalmuto.

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