SHARE

Dopo aver “accarezzato” con la sua mano benedicente più di 5.000 persone in un mese, il Salvator Mundi di Gian Lorenzo Bernini lascia la chiesa del Santo Spirito di Agrigento e torna a Roma nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Con un concerto del coro di Santa Cecilia è stata salutata due giorni fa l’ultima opera dell’artista fra i più rappresentativi del barocco romano in mostra nella città dei templi dove ha incontrato religiosamente il barocco siciliano di Giacomo Serpotta.

A promuovere l’iniziativa il ministero dell’Interno con il Fondo edifici di culto in sinergia con l’arcidiocesi di Agrigento, l’assessorato ai beni culturali della Regione Siciliana, la Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, il Comune e l’Unicredit. “Una bella esperienza – ha commentato il vice prefetto Giovanna Termini – che ha visto insieme arte, lavoro, pubblico. Tante ansie ma anche tante soddisfazioni. La soddisfazione più grande è stata quella di aver potuto ospitare il Salvator Mundi di Bernini in un contesto poco conosciuto per i più, questo bellissimo scrigno della chiesa del Santo Spirito. Il Salvator Mundi riparte e torna nella sua sede, la basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Noi speriamo che questo sia solo l’inizio di tante altre occasioni, speriamo di poter organizzare altri eventi come questo per risvegliare il patrimonio artistico e monumentale che c’è ad Agrigento e metterlo insieme con quello che c’è nel nostro Paese”.

“Quest’opera ha portato nella chiesa del Santo Spirito oltre 5mila persone provenienti da tutta Italia”, ha detto l’assessore comunale alla Cultura Beniamino Biondi. “Questo dimostra – ha aggiunto – che c’è un segmento importante del turismo culturale che deve essere quanto di più irrobustito anche ad Agrigento. Il successo riscosso dal Salvator Mundi del Bernini è la dimostra concreta che ci dimostra la certezza di un orientamento, il turismo culturale mi auguro possa essere l’ipotesi del progetto del futuro per Agrigento”.

“Un bellissimo evento che intanto – ha detto la soprintendente ai Beni culturali Caterina Greco – ha rinverdito l’interesse verso il centro storico di Agrigento che è bellissimo, merita maggiore attenzione e un uso consono e più appropriato. Da sottolineare la sinergia tra enti e istituzioni che hanno lavorato insieme per la realizzazione di un evento che ci ha onorato tutti, seppur segnato da polemiche gratuite e anacronistiche. Mi sembra che la terra dei paradossi si sia confermata in pieno come tale. Invece, è stato un evento oggettivamente eccezionale, di grande livello, sia perché l’ultima opera attribuita al Bernini è straordinaria, sia perché ha consentito di riprendere in qualche modo possesso della chiesa del Santo Spirito che è essa stessa un capolavoro serpottiano nel centro storico agrigentino che abbiamo messo in sicurezza con i lavori realizzati negli ultimi due anni. Speriamo che ci siano altre occasioni come questa”. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha già annunciato l’intenzione di voler portare ad Agrigento un’opera del Caravaggio.

SHARE