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“Passano gli anni, non il ricordo. Era tornato nella sua Sicilia perché l’amava e non poteva sopportare di vedere la sua terra martoriata dallo strapotere delle cosche. Per questo Pio La Torre fu ucciso insieme al suo collaboratore Rosario Di Salvo, il 30 aprile di 34 anni fa. Fu sua la proposta di legge, approvata solo dopo la sua morte, che ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di ‘associazione mafiosa’ e, sempre a lui, dobbiamo le norme che prevedono il sequestro e la confisca dei beni ai mafiosi”. Lo scrive su Facebook il presidente del Senato, Pietro Grasso, in occasione del 34° anniversario del delitto di Pio La Torre e Rosario Di Salvo.

“Fu padre della legislazione antimafia. Il 1 maggio saro’ con braccianti in masseria confiscata a Sacra Corona Unita grazie a sua legge”. Cosi’, in un tweet la presidente della Camera Laura Boldrini ricorda Pio La Torre.

“Ho proposto di intitolare la Sala Gialla dell’Ars a Piersanti Mattarella e la Sala Rossa a Pio La Torre, due grandi uomini che sono stati rappresentanti del Parlamento regionale”. Lo ha annunciato il presidente dell’Ars, Givanni Ardizzone, nel 34esimo anniversario dell’uccisione del dirigente del Pci, nel corso di una manifestazione al teatro Biondo, a Palermo.

“Pio La Torre aveva ragione: possiamo sconfiggere le mafie”. Lo ha detto il ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi a Benevento ricordando “che oggi e’ l’anniversario della sua barbara uccisione”. “Noi siamo uomini e donne, figli o nipoti, della comunita’ di Pio La Torre e sappiamo quindi da che parte stare”, ha aggiunto il ministro Boschi. (

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