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“La lotta alla criminalità organizzataè una priorità del nostro governo, e non è un caso che questa visita oggi in Sicilia cada nell’anniversario della morte di Pio La Torre. Basta ricordare che, prima che arrivassimo a Palazzo Chigi, l’Anac era soltanto una sigla burocratica, oggi invece c’è Raffaele Cantone a guidarla e a farla lavorare bene. E che falso in bilancio, autoriciclaggio, pene più severe contro la corruzione e i reati ambientali le abbiamo introdotte noi”. Lo ha detto in un’intervista al Giornale di Sicilia, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in occasione della sua visita oggi nell’Isola. “Quindi – ha aggiunto il premier – riflettori puntati sui lavori pubblici in tutti i loro gangli. Che non significa, però, che tutto si paralizza per timore che ci possa essere qualcosa che va storto, ma che il processo viene seguito e monitorato passo dopo passo per scongiurare il rischio di infiltrazioni o storture. Stiamo sbloccando il Paese, e lo stiamo facendo favorendo la trasparenza e sfrondando i mille impedimenti che per anni hanno consentito al malaffare di prosperare, annidandosi tra pratiche, permessi, aiutini. Certo, si deve fare ancora tanto, ma la strada presa e’ quella giusta”. In merito ai rapporti con la magistratura, ribadisce: “C’è un confronto, mi auguro positivo, in corso. La politica si impegni a fare leggi chiare ed efficari, negli interessi degli italiani. La magistratura giudica e parla con le sentenze, che tutti confidiamo arrivino presto. Punto”.

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