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Un mercato da 160 milioni di euro l’anno. È questo il valore medio annuale della vendita dell’olio di oliva siciliano che adesso è raccolto sotto un’unica Igp, dopo il riconoscimento dell’Unione europea. Con una produzione media di olive 350 mila tonnellate, la Sicilia è il terzo produttore in Italia, dopo Toscana e Calabria, ma solo l’ottava per imbottigliamento. L’Igp regionale servirà anche a chiudere la filiera nella regione.

“La Sicilia è la prima regione che ha avuto il riconoscimento dell’Igp olio. Altre regioni sono in attesa. Questo riconoscimento non è una medaglia ma è un impegno che ci spinge a investire”, ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici. La produzione media di olio si attesta sulle 55 mila tonnellate (15% autoconsumo, 45% mercato regionale, 30% mercato nazionale, 10% export) ed è di alta qualità. “Il 75% dei consumatori sceglie il Made in Italy – ha evidenziato l’europarlamentare Michela Giuffrida che ha spinto per il riconoscimento quando sembrava ormai una pratica accantonata – e l’olio ha un posto d’onore nella dieta mediterranea. Il futuro è nelle nostre mani. La strada dell’olio può essere ancora più ambiziosa di quella del vino. Perché sul fronte vitivinicolo ci sono più competitor che si sono sviluppati anche prima, sull’olio abbiamo una marcia in più sotto questo punto di vista con produzione e qualità elevate”.  In Sicilia la superficie coltivata è di 140 mila ettari: 96% olive da olio, il 4% da mensa, aziende agricole 140 mila, frantoi 572. Sono sei le Dop (Monti Iblei, Val di Mazara, Valli Trapanesi, Monte Etna, Valle del Belice, Valdemone).

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