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Prima i prelievi di campioni idrici, da parte della sezione di Pg della Guardia costiera in Procura, dei tecnici dell’Arpa e dei sanitari dell’Asp. Poi, il sequestro del depuratore, sistemato nel vallone Forte, di Realmonte. Ad apporre i sigilli è stato, ancora una volta, il nucleo di polizia giudiziaria della Guardia costiera.

Un sequestro, l’ennesimo, racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, compiuto una dozzina di giorni dopo rispetto a quello della vicina Siculiana. Così – dopo Licata, Favara, Villaggio Mosè ossia Agrigento, Cattolica Eraclea, Raffadali, Montallegro e Siculiana appunto – salgono ad otto i depuratori sequestrati nel giro di pochissimi mesi. Anche dalle indagini, effettuate sull’impianto di Realmonte che è gestito dalla Girgenti Acque, sarebbe emerso che il depuratore non funzionava per come invece avrebbe dovuto.

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