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Giovane migrante diventa prima suora e poi medico e adesso sale a bordo delle motovedette della guardia costiera nel Canale di Sicilia in soccorso dei migranti provenienti dall’Africa. “E’ stata un’esperienza importante, è andata benissimo perché ho trovato dei giovani professionisti con voglia di lavorare e lottare per salvare vite umane in difficoltà in mezzo al mare”, Suor Angel, che vive tra Palermo e Favara e fa parte delle “Discepole del Redentore” della Comunità dei Cristiani nel Mondo.

migrantiIl suo nome di battesimo – racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – è Bipendu Nama Kalela Angel, seconda di dieci figli, arriva dal Congo, esattamente dal Katanga. Arrivata in Italia nel 2005 per seguire la vocazione religiosa, si è laureata l’anno scorso in Medicina e Chirurgia dell’Università di Palermo con una tesi di laurea in cardiochirurgia dal titolo “Valvolopatia associata a valvola aortica bicuspide”, relatore il professor Giovanni Ruvolo, presidente dell’associazione onlus “A Cuore Aperto” che ha finanziato i suoi studi in Sicilia.

Suor Angel e l'infermiera Roberta Anello
Suor Angel e l’infermiera Roberta Anello

Adesso Suor Angel sta facendo le sue prime esperienze professionali nel reparto di cardiochirurgia del policlinico “Pietro Giaccone” di Palermo. Dopo diverse missioni in Tanzania, a Ipogolo, nella regione di Iringa, dove opera la Comunità Cristiani nel Mondo, nell’ultimo mese è stata impegnata tra i medici e gli infermieri volontari del Cisom (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta) che prestano servizio sui dispositivi navali della guardia costiera e della guardia di finanza nell’ambito degli interventi quotidiani di  soccorso di migranti nel Canale  di Sicilia.

suorangel“Un’esperienza – racconta Suor Angel – che mi arricchisce dal profondo del mio cuore come suora e come medico quella di poter dare un aiuto sia fisicamente che spiritualmente a tanti migranti. Vedo Cristo soffrire in questi nostri fratelli, perché la mia prima identità è quella di vivere la mia vocazione come suore ed andare in contro a chi ha bisogno del mio aiuto, dire sempre ‘eccomi Signore io vengo per fare la tua volontà’.

Sono rimasta colpita dai racconti dei naufraghi soccorsi e dalla gioia dei ragazzi del Cisom che, lavorando tutti i giorni e tutte le notti, non si sono mai tirati in dietro per qualsiasi motivo, neanche quando le condizioni meteorologiche erano difficili, correndo grandi rischi. Rimane impresso – aggiunge – il sorriso dei superstiti, il lavoro, la voglia di fare bene e l’amore per il prossimo. Ringrazio Roberta Anello, l’infermiera palermitana che ha condiviso con me quest’esperienza. Come migrante – spiega Suor Angel – ho cercato di far capire ai fratelli migranti in arrivo dall’Africa che qui la vita non è come pensano loro. Come migrante li ho invitati a comportarsi bene e a ringraziare il paese che gli accoglie e gli salva. Il mio impegno era ed è quello di aiutare chi è nel bisogno senza distinzione di razza, cultura o condizione sociale”.