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“Quella di Telejato è una vicenda delicata che coinvolge tanti giovani che hanno collaborato in questi anni in televisione con abnegazione e spirito di militanza, sacrifici e passione, con la convinzione di esercitare un impegno sul fronte antimafia”. Intervengono sul caso di Pino Maniaci, il direttore dell’emittente locale Telejato, indagato dalla Procura di Palermo per estorsione, le Camere del lavoro di Palermo e Partinico. Al cronista è stato imposto il divieto di dimora nelle province di Palermo e Trapani. “Siamo rispettosi delle indagini, sia dal punto di vista dell’operato della magistratura, che deve compiere il suo dovere, che delle parti sotto inchiesta, così come siamo rispettosi dei diversi altri soggetti coinvolti – spiegano le due Camere del lavoro in una nota -. Aspettiamo l’esito del provvedimento senza esprimere giudizi sommari. E riteniamo che la vicenda personale e la responsabilità di Maniaci debbano essere separati dall’esperienza maturata da questi giovani. Telejato è un’esperienza che dura da vent’anni, che ha avuto un ruolo non indifferente per l’informazione, per le battaglie civiche e di denuncia, che ha fatto tesoro di tanti contributi e che va in qualche modo protetta dalla vicenda Maniaci”. “Resta l’amaro – concludono le Camere del lavoro di Palermo e Partinico – per l’ennesima situazione che offusca l’immaginario collettivo, crea un danno nell’opinione pubblica e disagio in tutti i soggetti a vario titolo impegnati nella lotta contro la mafia, rischiando gravemente di minarne la credibilità”.

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