SHARE

Il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Palermo ha deliberato, con voto compatto delle componenti dei docenti e del personale tecnico-amministrativo, il mantenimento presso il Polo universitario di Agrigento dei corsi di studio in Servizio sociale (triennale) e Archeologia (magistrale).
“Non intendiamo abbandonare Agrigento – dice il rettore Fabrizio Micari -, nonostante il Cupa (Consorzio universitario Provincia di Agrigento) non abbia dato alcuna garanzia dal punto di vista della copertura economica dei costi dei corsi di studio, così come previsto dalla convenzione vigente con l’Ateneo e valida fino al 2017”. “Abbiamo deliberato di mantenere – spiega Micari – i corsi di laurea maggiormente legati alle specificità del territorio, in cui hanno una significativa ricaduta occupazionale, confermando così l’importanza del ruolo sociale dell’Ateneo e della nostra grande responsabilità per lo sviluppo e la crescita della Sicilia”.
A maggioranza è stata deliberata, in seduta CdA, la soppressione dei Corsi di Studio in Giurisprudenza, in Architettura e il trasferimento del Corso di Studio di Beni Culturali dalla sede di Agrigento a quella di Palermo.
Il Foro di giurisprudenza esprime, tramite il suo consigliere Saverio Alfano, da tempo sensibile, con costante impegno a difesa delle esigenze degli studenti agrigentini, un forte sentimento di delusione e rabbia per la chiusura del Polo Universitario di Agrigento.
“Assistiamo ormai da anni, sul palco universitario agrigentino, al balletto delle istituzioni competenti, incompetenti nella vera gestione del Polo decentrato, che vede come fine principale, oggi reso utopico, il futuro degli studenti, veri protagonisti della vita universitaria ed uniche vittime inermi”. Continua Alfano : “Inconsapevoli della valenza, che ha per la città di Agrigento la presenza di un Polo Universitario, la Regione, nondimeno la Provincia, si sono rivelate totalmente incapaci nello sfruttare le naturali risorse del territorio agrigentino, che costituiscono, per le loro caratteristiche, unica occasione per la formazione di determinate categorie di professionisti, in relazione, ad esempio, all’ambito archeologico e a quello della Legislazione orientata alla tutela del patrimonio culturale”.

SHARE