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Matteo Messina Denaro

Adesso c’è anche un collaboratore di giustizia a insidiare la fortezza del latitante Matteo Messina Denaro. E’ stato depositato stamattina un verbale di interrogatorio di Attilio Piero Fogazza, 44 anni, originario di Salemi, nel trapanese. L’uomo è considerato il braccio destro dell’imprenditore Domenico Scimonelli, tra gli snodi strategici della rete di comunicazione e finanziaria del superlatitante. Da lui sono attese dichiarazioni importanti.
Fogazza è stato arrestato il 15 dicembre scorso con l’accusa di omicidio assieme a Nicolo Nicolosi, 44enne di Calatafimi. Entrambi – secondo l’accusa, sostenuta dal procuratore aggiunto di Palermo Teresa Principato e dai pm della Dda Carlo Marzella e Francesco Grassi – il 21 maggio 2009 avrebbero ucciso Salvatore Lombardo, gia’ noto per reati di furto, punito per essersi appropriato di un furgone carico di merce, appartenente ad un supermercato di Partanna (marchio Despar) gestito fittiziamente da Scimonelli, ritenuto il mandante dell’omicidio.

Scimonelli, già arrestato nell’ambito dell’operazione Ermes, è stato condannato la scorsa settimana a 17 anni di reclusione per aver veicolato i pizzini del boss Messina Denaro. Stamane – come riporta l’Agi – i tre sono comparsi dinanzi al gup del Tribunale di Palermo che ha acquisito il verbale di collaborazione di Fogazza, redatto lo scorso 4 aprile. Durante la collaborazione, avrebbe ammesso di aver partecipato all’omicidio e di “aver subito delle vessazioni” dall’imprenditore, che in passato ne aveva assunto la moglie al supermercato.

Scimonelli, secondo gli inquirenti, sarebbe stata una delle principali pedine finanziarie utilizzate dal latitante originario di Castelvetrano. Una pista che conduce fino ad alcuni conti correnti aperti in Svizzera. Anche su questo avrebbe emesso dichiarazioni Fogazza che – tra le altre cose – nei suoi verbali conferma la presenza di Scimonelli sulla scena dell’omicidio Lombardo: “Era avanti a bordo della sua auto, ed ha visto tutto dallo specchietto retrovisore”, avrebbe detto. Il gup ha infine acquisito un verbale di testimonianza di una testimone oculare dell’omicidio, rinviando il procedimento al prossimo 8 giugno. In quella data verranno definite le richieste di costituzione di parte civile dei familiari di Salvatore Lombardo.

Fogazza ammette, dunque, di avere partecipato all’omicidio di Lombardo, parla di incontri fra il suo referente Giovanni Domenico Scimonelli e “latitanti”, cioè Matteo Messina Denaro. Ma il nuovo dichiarante di Gibellina (Trapani), ammesso al programma provvisorio di protezione, ripete fatti a lui raccontati dallo stesso Scimonelli e dunque, pur essendo lui considerato ampiamente attendibile, la fonte primaria potrebbe essere poco affidabile. L’imprenditore infatti, per quel che risulta da intercettazioni effettuate nell’ambito di varie indagini, mirate alla ricerca del boss superlatitante di Castelvetrano, si sarebbe vantato spesso di “imprese” e azioni in realta’ mai compiute. “Una volta – sostiene il dichiarante secondo quanto riporta l’Agi – mi chiese la mia auto in prestito. Gliene chiesi la ragione e mi spiego’ che gli serviva per incontrare latitanti. Gli risposi di no”. Scimonelli sarebbe andato anche a incontrare Vito Gondola, considerato uno dei “tramiti”, una persona attraverso cui Messina Denaro avrebbe ricevuto pizzini e comunicato dal suo rifugio segreto. Sull’omicidio Lombardo le ammissioni sono piene e compromettono definitivamente la posizione di Nicolo’ Nicolosi, colui che avrebbe materialmente sparato, nel locale di Partanna (Trapani) in cui avvenne il delitto. Scimonelli sarebbe stato il mandante. Tutti e tre erano gia’ ampiamente compromessi da una serie di intercettazioni e di successivi riscontri trovati dai carabinieri del Ros.