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Sulla drammatica situazione del Polo Universitario di Agrigento interviene Gero Acquisto della UIL. “In questo momento – spiega il sindacalista in una nota – l’invito che faccio a tutti i soci è la chiarezza perché la cultura e il polo didattico agrigentino, sono stati tra le più belle conquiste per il nostro territorio; questo patrimonio è opportunonon vada disperso per beghe politiche o nomine nella governance che comunque non sarebbero risolutive,visto che il malato oggi c’è ed ha bisogno di una cura da cavallo, intensiva e mirata.
Oggi nell’Assemblea Straordinaria i soci debbono fare chiarezza,non si può discutere all’infinito,si mettano in campo risorse e si tracci un percorso immediato per dare un cambio di passo.Il Commissario del Libero Consorzio di Agrigento Barberi, resti revocando la delibera di fuoriuscita e mettendo il contributo ordinario di 750 mila euro a disposizione dell’Assemblea dei soci.Sarebbe inaccettabile che dopo il taglio di altri tre corsi di laurea,(Achitettura,Giurisprudenza e Beni Culturali),si debba certificare la morte della cultura e del diritto allo studio ad Agrigento,dopo che si è costruito sull’Università il rilancio accademico ed economico del nostro territorio negli ultimi vent’anni.I 1800 iscritti e le loro famiglie non possono assistere a questa drammatica crisi che ha bisogno di scelte dirompenti e una gestione che abbia una governance forte,dove tre concetti devono essere chiari:risanamento del bilancio,ripresa gestionale, ritorno a un’offerta formativa coeva con i bisogni del territorio e del mercato del lavoro.
I 134 iscritti dell’anno scorso devono essere da monito a tutti, l’Università esiste e si apre ai nuovi iscritti se attua una politica universitaria seria, programmando corsi di laurea appetibili: turismo, economia, agricoltura e discipline sanitarie,possono rappresentare un volano per far ripartire iscrizioni e opportunità per i giovani. Questo processo può essere semplificato se si accelera la gestione economico-finanziaria guardando all’interesse di tutta la nostra provincia e oltre, perché gli strumenti e i mezzi si possono trovare se ci sono obiettivi condivisi e gli stakeholder producono opportunità,occasioni e formazione accademica di livello per una crescita omogenea delle nuove generazioni.Un Polo didattico decentrato cresce se attira l’interesse dei giovani, cioè gli studenti che oggi vogliono risposte non polemiche che creano maggiore depressione e nubi sul futuro.
Vogliamo ancora l’Università ad Agrigento!!

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