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Tre proiettili calibro 9 e un biglietto con la scritta: «Tu e Mossuto rivolgetevi alle persone giuste» sono stati ritrovati davanti al portone di casa, in via Sicilia a Favara, dell’ex sindaco Lorenzo Airò.

Un’intimidazione che, stando al biglietto che era contenuto all’interno di una busta assieme ai tre proiettili, secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, riguarda anche l’ex assessore comunale Giovanni Mossuto e che verrebbe ricondotta all’attività che, da qualche anno, entrambi svolgono: la gestione di una cooperativa «La mano di Francesco» che, nel quartiere del Villaggio Mosè di Agrigento, si occupa dell’accoglienza di migranti. Indagano i carabinieri.

“L’affetto e la stima nei confronti di Lorenzo Airó e Giovanni Mossuto è sempre stata grande e sincera. Ci accomunano anni straordinari d’attivismo all’inizio del mio percorso politico e, tutt’oggi, condivido con loro molte delle mie scelte e delle mie idee. Il vergognoso, vile e abominevole gesto di intimidazione nei loro confronti, mi scuote tremendamente ma non mi getta nello sconforto, perché è alle persone migliori che codardi e mortificatori della nostra terra si rivolgono pesantemente per invertire la rotta del buon civismo e della retta condotta”.
Lo afferma in ina nota è il deputato nazionale del Pd Tonino Moscatt, che continua: “In questi anni Lorenzo e Giovanni si sono dedicati, infaticabilmente, a svolgere varie attività per il sociale dedite all’accoglienza e forse è proprio questo che da fastidio, che ha dato fastidio. Sull’accaduto è già stato aperto un fascicolo, ma questo episodio non può, non deve, entrare nel dimenticatoio. Anche per questo – prosegue Moscatt – ho già pronta una interrogazione articolata su sicurezza e operatori nel sociale che già domani, di rientro a Roma, presenterò sul banco del governo. Ad Airó e Mossuto va la mia incondizionata stima e ancora una volta gli chiedo di non aver paura e andare avanti come loro mi hanno insegnato e come la parte migliore della nostra terra – conclude Moscatt – vuole”.

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