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La proroga all’avvio del cyber-registro del vino per risolvere il problema della mancanza di alcune funzionalità va incontro alle esigenze dei produttori di metterlo alla prova nel periodo più caldo per le imprese, cioè quello della vendemmia. E’ quanto afferma in una nota la Coldiretti che ha visto accolta richiesta di proroga della scadenza del 30 giugno 2016 per l’entrata in vigore dell’obbligo del passaggio dai registri cartacei a quelli ‘virtuali’ con decreto del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina con cui si dispone la proroga della fase di sperimentazione per la digitalizzazione dei Registri vitivinicoli al 31 dicembre 2016 in modo da consentire agli operatori del settore avranno il tempo di prendere confidenza nell’utilizzo dei nuovi registri telematici.

La telematizzazione – ricorda la Coldiretti – interessa più di 50.000 operatori i quali per oltre il 90% sono piccoli produttori (meno di 1000 ettolitri all’anno). Il Decreto legge 91/2014 ‘Campo Libero’ – informa Coldiretti – ha previsto importanti novità per il settore vitivinicolo anche con l’obiettivo di dare una forte accelerazione verso una effettiva semplificazione dei tanti adempimenti cui i produttori sono tenuti. Tra questi, una delle sfide chiave è quella della completa informatizzazione dei registri di cantina.

Un processo partito nel corso del 2015 coinvolgendo un gruppo ristretto di cantine e di società di software. Il nuovo registro telematico è un cambiamento epocale e dovrà interessare anche quei produttori che non sono ‘abituati’ ad utilizzare strumenti informatici e per questo ci vuole gradualità in un settore – conclude la Coldiretti – caratterizzato dalla presenza di tantissimi produttori che per la gran parte hanno dimensioni ridotte e una organizzazione aziendale di tipo familiare.

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