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Via libera dalla Regione all’apertura di un nuovo centro di accoglienza per migranti a due passi dalla Scala dei Turchi e subito scoppia la polemica. Un hub, un luogo dove in teoria si dovrebbero ospitare i migranti e i richiedenti asilo solo per 48 ore utili per la prima accoglienza e l’identificazione prima del trasferimento in altri centri o del rimpatrio, dovrebbe nascere in quello che è attualmente un hotel a quattro stelle. Il “famoso” hotel Capo Rossello – realizzato nel 2003 grazie a finanziamenti agevolati dell’Ircac per favorire l’occupazione dalla cooperativa Nautisud associata alla H&C and Sons di cui faceva parte anche l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro) – è pronto così ad essere riconvertito in centro di prima accoglienza, come è già avvenuto per l’hotel Villa Sikania nella vicina Siculiana che ospita 300 migranti, in alcuni periodi di emergenza anche di più in attesa della relocation. Lo stesso si sarebbe voluto fare a Porto Empedocle all’Hotel dei Pini, ma il progetto non ha avuto l’ok, a quanto pare, per carenze nella certificazione antimafia.
caporossellohotelA Realmonte, invece, nessun problema: la struttura è stata già accreditata dall’assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali che ha accolto la richiesta avanzata il 14 aprile scorso dalla società cooperativa Nautisud. Il nuovo centro di prima accoglienza a quattro stelle vicino alla Scala dei Turchi potrebbe ospitare 150-200 migranti. Ma a Realmonte è già polemica. Il sindaco Lillo Zicari, facendo proprie le lamentele di diversi cittadini, ha postato un “avviso pubblico” su Facebook per “rassicurare tutti che ci stiamo occupando con molta attenzione della vicenda, senza trascurare alcun particolare e che alcuni dei proprietari dell’hotel hanno già dichiarato pubblicamente che intendono proseguire con l’attività turistico ricettiva, rinunciando ad altre attività. Ho già contattato alcuni proprietari e telefonato alla prefettura per relazionare in merito alla situazione che si è venuta a creare. Ho anche preannunciato che l’amministrazione sta predisponendo una nota per evidenziare la problematica, che, considerata la delicatezza della questione, va ponderata con la dovuta cautela”.

Il primo cittadino, sottolineando che non è contrario in generale all’accoglienza dei migranti e che la comunità realmontina già accoglie “nel migliore dei modi” trenta richiedenti asilo, spiega che in questo caso la “preoccupazione nasce dal fatto che il luogo in cui si dovrebbe realizzare il centro è assolutamente sbagliato, in piena località turistica, in uno dei posti più frequentati dai turisti in Sicilia durante l’estate. Una cosa è accogliere trenta persone con spirito di solidarietà nel quadro di un’accoglienza diffusa che consente una sana integrazione, un’altra cosa – ha detto il sindaco al Giornale di Sicilia – è creare un ‘ghetto’ in una zona turistica. Chiederò con atti ufficiali che alla struttura venga tolto l’accreditamento come centro di accoglienza per migranti in un luogo strategico per il turismo non solo di Realmonte ma dell’intera provincia”.