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E’ stato redatto un Manifesto nell’Agrigentino sulle ragioni della legge costituzionale, aperto ad altri contributi e nuove adesioni, promosso dalla deputata nazionale del PD Maria Iacono. Il Manifesto conta le prime 50 firme e tra queste amministratori, professionisti e semplici cittadini, uomini e donne della provincia di Agrigento che testimoniano quanto diffusa ed estesa sia l’esigenza di costruire una nuova impalcatura democratica, tenendo ben saldi i principi costituenti.

A renderlo noto è la stessa Maria Iacono che ha poi aggiunto: “il Manifesto costituisce uno spunto di riflessione attorno al tema del rinnovamento della nostra democrazia e le tante adesioni, arrivate in queste ore dimostrano l’attenzione dei cittadini per far fare al nostro Paese un passo in  avanti in termini di efficienza, riduzione dei costi della politica, durata del processo legislativo e governabilità.”

Le adesioni – viene spiegato in una nota – sono aperte e chi volesse può sempre farlo attraverso la pagina Facebook: Agrigento dice Si alle riforme costituzionali oppure mandando una Mail : agrigentodicesi@libero.it

Il referendum, del prossimo ottobre, sulle riforme costituzionali rappresenta una tappa decisiva nel percorso di rinnovamento dell’impalcatura democratica del nostro Paese.

La riforma della seconda parte della Costituzione costituisce l’asse portante dell’azione legislativa del nostro Parlamento.

Inoltre, la modifica della nostra Carta Costituente rappresenta il cuore  pulsante della stagione di Riforme inaugurate, nel corso di questa legislatura.

La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge costituzionale  recante  “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”.

Dopo due anni d’intenso lavoro  e con un dibattito, non sempre sereno e costruttivo, si è concluso l’iter parlamentare avviato, al Senato, il 15 Aprile 2014.

L’approvazione definitiva della riforma, sarà affidata, proprio al referendum ovvero al voto sovrano e democratico del popolo Italiano.

Per la verità l’esigenza di una riforma Costituzionale, in grado di mettere il nostro Paese in linea con le grandi democrazie occidentali sul piano del percorso legislativo, della riduzione dei costi e della governabilità è stata più volte al centro del dibattito politico ed ha percorso gli ultimi trent’anni di vita democratica del nostro Paese.

Negli anni, infatti, diversi tentativi si sono susseguiti per mettere mano alla riforma del sistema costituzionale italiano, pensiamo alle commissioni bicamerali Bozzi, De Mita- Iotti, e D’Alema.

Questi tentativi hanno prodotto un nulla di fatto, in quanto, si è sempre preferito anteporre tatticismi politici e strumentalizzazioni di ogni ordine e grado all’esigenza primaria di riformare il nostro Paese.

La riforma costituzionale, approvata dal Parlamento, prende forma così dall’esigenza di  rendere il sistema parlamentare meno ingessato, un sistema che ha prodotto in settant’anni 63 governi, caratterizzato quindi da una forte instabilità e da procedure farraginose che all’unanimità le forze politiche concordano da decenni di voler cambiare.

L’attuale governo, presentando il progetto di legge nell’aprile 2014 si è assunto la responsabilità di portare a compimento tale processo riformatore anche un clima  difficile e complesso.

Questa riforma serve, quindi, al Paese e pensiamo che sia in errore chi pensa che si è perso tempo a discuterla mentre i problemi dell’Italia sono altri. Cosi come sbaglia chi sostiene che il referendum di Ottobre sia una prova di forza per il Governo, in ballo c’è solo la credibilità ed il futuro del nostro Paese .

La scelta che saremo chiamati a fare ad Ottobre avrà effetti sulla nostra Democrazia e faremmo bene a mettere in primo piano solo il bene dell’Italia.

Costruire uno Stato più efficiente, libero da una burocrazia asfissiante,  ridurre i costi e i privilegi della politica, restituire credibilità alle istituzioni, sono queste le sfide della riforma e rappresentano le condizioni irrinunciabili per dare soluzione ai problemi dei cittadini .

Un affermazione del SI  consentirebbe, finalmente, il superamento del bicameralismo perfetto e con esso la farraginosa e fallimentare stagione della legislazione concorrente tra Stato e Regioni.

La riforma non è perfetta ma lo status quo è peggiore.

Le critiche, che vanno comunque rispettate, non tengono conto però del fatto che proseguire così significherebbe continuare ad incentivare la paralisi, accentuare la conflittualità tra i vari livelli istituzionali,  aumentare il ricorso alla decretazione d’urgenza .

La crisi della politica e la distanza tra cittadini partiti e istituzioni, in questi anni, hanno raggiunto livelli preoccupanti, noi riteniamo invece che la politica possa tornare ad essere credibile anche attraverso uno rinnovato slancio verso il cambiamento mettendo in discussione se stessa.

Una volta entrata in vigore la riforma contribuirà a rendere il paese moderno ed efficiente, in linea con le altre grandi democrazie occidentali.

 

Le principali novità saranno:

Fine del bicameralismo paritario.

Una sola Camera, quella dei deputati, darà la fiducia al Governo e, salvo alcune materie, svolgerà la funzione legislativa esclusiva.

Il Senato sarà più snello e avrà competenze solo su leggi costituzionali, leggi sugli Enti locali e trattati internazionali. Viene sanata inoltre l’incongruenza democratica di due camere con gli stessi poteri ma alla cui elezione non partecipano i cittadini fra i diciotto e i venticinque anni.

Iter legislativo semplificato.

L’iter di approvazione di una legge avrà tempi certi e ridotti. Meno decreti legge e priorità ai disegni di legge del Governo considerati essenziali per attuare il programma.

Il nuovo Senato sarà composto da 100 senatori (contro i 315 attuali), di cui 95 eletti e 5 nominati dal Presidente della repubblica. Tra i 95 senatori eletti, 74 saranno votati da parte dei consiglieri regionali e delle province autonome, tra i consiglieri stessi; mentre 21 saranno votati, sempre dai consiglieri regionali e delle province autonome, trai i sindaci. I 100 senatori non avranno indennità.

Nuovo rapporto tra Stato e Regioni, soprattutto per quanto riguarda le rispettive competenze legislative. L’autonomia delle Regioni sarà legata alla correttezza dei bilanci: sarà maggiore per quelle con i conti a posto mentre in caso di accertato grave dissesto finanziario, Regioni ed enti locali potranno essere commissariati dallo Stato centrale.

 

Abolizione di CNEL e delle Province.

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro sparisce definitivamente dalla Carta costituzionale. Lo stesso vale per le Province, che saranno sostituite da nuove forme di coordinamento territoriale, indispensabile per supportare le attività dei Comuni sui temi di carattere comprensoriale.

Novità sui referendum.

Modificati i quorum di validità del voto per i referendum abrogativi: il quorum resta la maggioranza degli aventi diritto se la proposta di abrogazione è presentata da 500.000 firme, mentre scende alla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei Deputati se la proposta è presentata da 800.000 firme. Introdotta anche la possibilità di indire referendum popolari propositivi e d’indirizzo e altre forme di consultazione popolari oggi non previsti costituzionalmente. La legge ne indicherà poi i metodi concreti di attuazione.

Leggi di iniziativa popolare.

I regolamenti parlamentari dovranno garantire forme e tempi certi sia della discussione che della deliberazione sulle proposte di legge di iniziativa popolare, che dovranno essere presentate da 150.000 elettori.

Vincolo di trasparenza in Costituzione. Inserito nell’articolo 97 della Costituzione l’obbligo di assicurare il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza dell’amministrazione.

Elezione Presidente della Repubblica.

Modificato il quorum per la sua elezione: è richiesta la maggioranza dei due/terzi del parlamento in seduta comune (ma senza i delegati regionali) nei primi tre scrutini, dei tre/quinti dal quarto al sesto scrutinio e la maggioranza dei tre/quinti dei votanti dal settimo scrutinio in poi.

Corte Costituzionale.

Introdotto il giudizio preventivo di costituzionalità per le leggi elettorali e modificata la modalità di nomina dei giudici costituzionali: tre saranno eletti dalla Camera e due dal Senato.

Tagli ai costi della politica.

Eliminati i rimborsi pubblici ai gruppi politici regionali e stabilito un tetto agli stipendi di Presidenti e consiglieri regionali, che dovranno essere pari o inferiori a quello dei sindaci dei Comuni capoluogo di Regione.

Questa riforma rappresenta una grande occasione per il nostro Paese  e per la nostra Democrazia  per questo è giusto essere in prima linea per il sostegno al referendum costituzionale .

On.Calogero Pumilia- ex sindaco di Caltabellotta

Dott.ssa Caterina Greco, Soprintendente ai Beni culturali e ambientali di Agrigento

Maurizio Masone- formatore

Domenico Catuara- segretario provinciale giovani democratici

Daniele Camilleri- avvocato

Leo Ciaccio- sindaco di Sambuca di Sicilia

Filippo Marciante- avvocato-forum naz. Giustizia pd

Nello Hamel – consigliere comunale di Agrigento

Francesco Cacciatore- sindao di Santo Stefano di Quisquina

Giuseppe Minio- avvocato

Gabriele Pecoraro- segretario generale

Giandomenico Vivacqua- avvocato

Gianfranco Tuzzolino- facoltà architettura Palermo

Calogero Impastato- sindaco di Montevago

Gerlando Brucceri- medico

Pietro Agnello – ex sindaco di Grotte

Manuele Abissi- segretario circolo PD Joppolo Giancaxio

Liborio Giracello – ex sindaco San Giovanni Gemini

Sandra Scicolone – dirigente scolastico

Luigi Mula- giornalista

Casare Lo Leggio- musicista

Franco Giordano- medico

Marinella Piazza- Direttrice di banca

Mario Abruzzo- consigliere comunale di Caltabellotta

Emanuele Fiorica- assessore comunale di Realmonte

Simone Di Paola- consigliere comunale di Sciacca

Giancarlo Rosato- avvocato

Antonella Gallo Carrabba-resp. Centro antiviolenza telefono aiuto Agrigento

Domenico Contino-medico

Maurizio Costa- ingegnere

Nino Terrana- Assessore comunale comune di Comitini

Rosario Manganella- sindaco di Favara

Valeria Scavone- università di Palermo

Pietro Fattori- giornalista-opoeratore culturale

Luigi Bonsignore- dottore commercialista

Diego Aprile- avvocato

Rosalinda Tornetta consigliere comunale di Caltabellotta

Annalia Todaro  – dirigente scolastico

Nicolò Termine- sindaco do Cattolica Eraclea

Antonio Alba- imprenditore

Rosaria manzone- assistente sociale

Fabio Sardo- avvocato

Gerlando Pilato- vice sindaco Realmonte

Debora Prato- farmacista

Ina Picarella-consigliere comunale Ribera

Salvatore Lentini-infermiere professionale

Vito Di Leo- dipendente Comune di Sciacca

Francesco Santoro- presidente cantina sociale CORBERA

Serena Sanzo- docente

Giusi Pnaepinto- docente

Agata Gueli- dirigente scolastico

Bernardo Agrò- funzionario soprintendenza Agrigento

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