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“L’imposizione, dall’oggi al domani, di logiche devastanti e cambiamenti epocali, crea soltanto scompiglio, rifiuto e allarmismo mentre noi vogliamo creare sentimenti di fratellanza, di condivisione, di solidarietà e Realmonte ha sinora dimostrato di voler percorrere questa strada per sempre”. Lo ha scritto il sindaco di Realmonte, Lillo Zicari, in una lettera indirizzata al prefetto di Agrigento Nicola Diomede, all’assessorato regionale alla Salute, all’Asp di Agrigento e alla società cooperativa Nautisud a proposito della trasformazione dell’hotel Capo Rossello in centro di prima accoglienza per migranti.

La struttura ricettiva, di proprietà della Nautisud, è stata già accreditata dalla Regione siciliana tra le strutture non governative destinate all’ospitalità dei migranti provocando però malumori e polemiche nella città della Scala dei Turchi. I proprietari sarebbero già pronti a fare un passo indietro. In ogni caso il primo cittadino, con atti ufficiali e non con semplici dichiarazioni d’intenti, “chiede, per dovere di chiarezza, che la stessa società si attivi per la cancellazione della Nautisud dall’albo regionale delle strutture non governative destinate all’accoglienza dei migranti. Si rimane in attesa di un sollecito riscontro – ha spiegato Zicari – significando che, trascorsi dieci giorni senza esito, si attiveranno le procedure per l’accesso agli atti presso l’assessorato regionale alla Salute e tutte le verifiche di rito volte a comprendere la regolarità degli atti”.

Il sindaco e la comunità realmontina non sono contrari a prescindere all’accoglienza dei migranti, tanto che il Comune, aderendo alla rete Sprar, ospita già trenta giovani richiedenti asilo. “I rapporti tra i giovani migranti presenti e la popolazione locale sono stati ottimi e lo stesso Comune ha intrattenuto con loro e con la struttura che gestisce la loro permanenza sul territorio rapporti di fattiva collaborazione promuovendo anche diversi incontri e seminari e coinvolgendo gli ospiti stranieri in manifestazioni organizzate dall’amministrazione comunale, in collaborazione con la scuola e la parrocchia.

“Ma la collocazione di migranti in un albergo capace di contenere centinaia di ospiti va certamente contro la logica dell’accoglienza diffusa nel territorio e favorisce la creazione di grandi nuclei abitativi isolati dal resto del tessuto sociale e dal centro abitato. Tali insediamenti risultano poco adatti all’integrazione e generano preoccupazioni ed allarmismo nella cittadinanza locale in particolare sulla sicurezza di un territorio a prevalente vocazione turistica”. Intanto, sulla vicenda, si accende il dibattito su Facebook. “Sperando che chi debba decidere del nostro futuro non prenda sotto gamba la questione”, ha scritto sul social network Alex Fiorica. “Mi auguro che questa surreale vicenda finisca a favore e vantaggio dei cittadini di Realmonte altrimenti entreremo in un tunnel senza via di uscita”, ha aggiunto Emanuele Alonci. “Ma siamo impazziti?”, ha commentato Nina Casà. “Solo la speculazione e l’interesse economico – ha postato Lillo Fiorilli – devono andare avanti, poco interessa che a Lido Rossello non vengono più turisti né visitatori. A questi politici se arrivano clandestini senza un’identità e senza controlli sanitari poco importa. E’ l’inizio della fine”.

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