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“La provincia di Agrigento è l’unica al mondo in cui è richiesto il pagamento di aumenti fantasma e retroattivi”. È la denuncia della Coldiretti “con riferimento a quanto disposto dal consorzio di bonifica che non eroga l’acqua se prima l’agricoltore non paga un aumento di 4 centesimi al metro cubo calcolato dal 2012”. “In particolare – rileva ancora Coldiretti Agrigento – a Menfi, da un costo di 15 centesimi al metro cubo si passati nel 2015 si è passati a 19 centesimi e inoltre si teme che raddoppi anche la tassa fissa per ettaro raggiungendo cifre astronomiche. La situazione è drammatica anche a Ribera dove per garantire l’erogazione bisogna saldare l’aumento dal 2014 portando il costo di un metro cubo a 24 centesimi con rincari progressivi per il futuro: un prezzo che gli agricoltori non possono assolutamente sostenere. Siamo oltre i confini della fantasia – commenta il presidente Roberto Caruana -. Nell’estate più calda degli ultimi anni e nonostante le promesse reiterate da parte di tutti gli assessori regionali all’agricoltura arrivano le richieste che di certo provocheranno l’impoverimento del tessuto economico della zona”. “L’acqua per l’agricoltura va pagata ma ad un costo equo – aggiunge il direttore Giuseppe Miccichè -. Il costo dell’irrigazione non può essere così determinante per il bilancio aziendale provocando delle limitazioni per lo sviluppo e la competitività. Chiediamo un incontro urgente con il Prefetto – conclude Miccichè – perchè questa situazione è diventata esplosiva”.

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