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E’ scattata alle prime ore di oggi l’operazione “Senza tregua” della Polizia di Stato, che vede impegnati i poliziotti del commissariato di Capo d’Orlando e della Squadra Mobile di Messina nell’esecuzione di una ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 23 persone, di cui 16 sottoposte a custodia cautelare in carcere e 7 ristrette agli arresti domiciliari. Fra gli arrestati figura anche Antonio Foraci, ritenuto il boss emergente di Tortorici. A pochi giorni dal grave attentato commesso nei confronti del presidente del Parco dei Nebrodi, le indagini espletate dagli agenti di Polizia del commissariato di Capo d’Orlando, coordinate dalla Dda di Messina, hanno colpito l’operativita’ di un’articolata associazione di tipo mafioso, operante nella zona dei Nebrodi, dedita alle estorsioni nella fascia tirrenica ed al traffico ed allo spaccio di stupefacenti.

I nomi degli arrestati

Ecco l’elenco dei 23 arrestati nella vasta operazione “Senza tregua”, compiuta dalla polizia di Stato contro la mafia dei Nebrodi, nel Messinese: custodia cautelare in carcere per Giovanni Aspri, 50 anni, di Messina, Gaetano Calogero Cambria Zurro, 28 anni, di Patti, Vincenzo Corda, 33 anni, nato a Palermo, Francesco Costanzo, 28 anni, di Bronte, Calogera Coistanzo Rina, 48 anni, di Sant’Agata di Militello, Luca Destro Pastizzaro, 22 anni, di Bronte, Gianluca Favazzo, 40 anni, di Sant’Agata di Militello, Sebastiano Favazzo, 35 anni, detto “cinque dita”, di Sant’Agata di Militello, Antonio Foraci, 52 anni, detto “U calabrisi”, di Zafferana Etnea, in atto sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per mafia; Cristian Foraci, 27 anni, di Sant’Agata Militello, Roberto Galati Giordano, 38 anni, detto “pampuscia” di Bronte, Sebastiano Galati Rando, 34 anni, di Bronte, Giovani Montagno Bozzone, 51 anni, di Tortorici, Massimo Salvatore Rocchetta, 41 anni, di Sant’Agata di Militello, in atto sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per mafia; Vincenzo Rosano, 48 anni, di Adrano, in atto detenuto; Giuseppe Sinagra, 40 anni, detto “pippo finestra” nato a Sinagra. Arresti domiciliari per Giuseppina Chiaia, 25 anni, di Sant’Agata Militello, Giovanni Cute’, 51 anni, di Messina, in atto sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per mafia; Andrea Favazzo, 21 anni, di Messina, Carmelo Salvatore Florindo, 33 anni, nato in Germania, Carmelo Imbarrato, 25 anni, di Biancavilla, Simone Ingrilli’, 22 anni, di Patti, e Giuseppe Domenico Raneri, di Patti.

I collegamenti con la ‘ndrangheta

Nell’ operazione antimafia ‘Senza tregua’ portata a termine dalla polizia stamani nei Nebrodi emerge la figura di Antonio Foraci detto il “calabrese” che gestiva gli affari dei mafiosi cosiddetti “tortoriciani” poiche’ i Bontempo Scavo erano in carcere. Foraci, secondo quanto riporta l’Ansa, aveva collegamenti anche in Calabria dopo aver intrattenuto dei contatti con la famiglia calabrese dei Nirta-Strangio grazie ai legami creati in carcere tra Massimo Rocchetta dei Tortoriciani e un detenuto appartenente alla famiglia Strangio. In particolare i Tortoriciani si accordarono per un’estorsione in Calabria ad una ditta dei Nebrodi che aveva vinto un appalto. Il Procuratore di Messina Guido Lo Forte intervenendo sull’operazione dice: “Una Mafia non piu’ divisa all’interno tra Tortoriciani e Batanesi e che non ha piu’ il condizionamento della Mafia barcellonese ma ha rapporti diretti con la ‘ndrangheta e la Mafia catanese. Grazie al lavoro della squadra mobile e del commissariato di Capo d’Orlando e’ stato sgominata un importante clan e pensiamo si possano avere dei possibili sviluppi. Non ci sono collegamenti diretti tra questa operazione e l’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. Sul possibile collegamento tra gli arrestati e i terreni sequestrati e oggetto di interdittive non rispondo perche’ ci sono indagini in corso”. Il questore di Messina Giuseppe Cucchiara spiega: “Si tratta di un’operazione fondamentale dove emerge il ruolo apicale di Foraci. Siamo soddisfatti di aver inferto un colpo significativo alla famiglia dei Tortoriciani. Emergono collegamenti con la ‘ndrangheta per l’approvvigionamento degli stupefacenti e le estorsioni a imprese messinesi in Calabria”.

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